Pubblica Amministrazione Riforma P.A. Se Renato ha deluso anche Pietro …
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Se Renato ha deluso anche Pietro …

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Lunedì 22 Giugno 2009 14:14

pietro_ichinoLa lettera  inviata da Pietro Ichino venerdì 19 giugno al Corriere  ci  coinvolge nella fine della sua  love story  con  Renato Brunetta , lasciandoci meditare sullo smorzarsi  delle passioni  e sull’ amarezza  dei tradimenti. Assistere alla fine di un amore   procura sempre un’ immensa tristezza. E dire che Pietro  e Renato , per tirare fuori dalle secche dei fannulloni il pubblico impiego, avevano costituito   una coppia solida. Una  di quelle che si guardano con ammirazione, perché come Romeo e Giulietta, pur essendo di parti avverse , malgrado gli insulti  e i continui dissapori delle famiglie , continuavano a frequentarsi e a collaborare come niente fosse. Due corpi e un’anima concordi sulla necessità e sui metodi della riforma della P.A. In tempi di ciniche contrapposizioni , questa fraterna intesa bipartisan  facevano  bene al cuore.

E invece niente, siamo allo scazzo.

Nel commentare  lo schema del decreto delegato sul lavoro pubblico, Pietro si sfoga amareggiato:

“ Nell’autunno scorso riconobbi al ministro Brunetta coraggio e determinazione nell’affrontare la questione dell’efficienza degli apparati burocratici dello Stato e degli Enti Locali. Con la  stessa franchezza e senza alcuno spirito di parte, registro oggi il suo cedimento alle resistenze che gli sono opposte dall’interno del suo stesso governo e da una parte degli apparati ministeriali”.

E così , constata Pietro, niente “garante nazionale della valutazione della quantità e qualità dei servizi pubblici”, “sostituito da una grigia commissione ministeriale” “priva di qualsiasi potere sanzionatorio o di interdizione”;  “scompare l’azione collettiva di cui i cittadini avrebbero potuto avvalersi per denunciare gli inadempienti della P.A.  “,  si esenta l’amministrazione della presidenza del Consiglio da qualsiasi trasparenza”.

No,è troppo anche  per Pietro che fremente esclama :   Renato ha tradito lo spirito della sua riforma e quindi, come aveva preannunciato che avrebbe fatto in caso di fallimento, deve dimettersi. Altrimenti “ deve una spiegazione…Siamo in molti ad attenderla con vivo interesse” .

Ma Renato , “lievemente sorpreso” ribatte con lettera del 20 giugno:

“ Riformare è operazione difficile, che impone di tener dritta la barra, ma anche di evitare gli ostacoli e mal si concilia con il capriccioso narcisismo . Una riforma può andare in porto e dare frutti solo se viene  inserita armonicamente in un contesto procedurale e amministrativo , di cui tutti riconoscono la complessità.”

Come  si possa  fare una riforma, “evitando gli ostacoli” è cosa che sfugge alla nostra comprensione e quell’armonioso poggiarla come una tenera piantina  sul  grottesco “ contesto procedurale e amministrativo” , è cosa che stride con quel virile “tener la barra dritta” e con la nostra esperienza del “contesto”.

E confessiamo di essere un po’ imbarazzati da questo scambio epistolare tra  disillusione  e stizza dato che noi, anche non frequentando le stanze ministeriali, ce ne eravamo accorti da tempo  che questa “riforma” manca di braccia , di gambe e di testa. Peccato che Ichino non ci legga perchè   un consiglio ci sentiremmo di darglielo: cerchi , piuttosto che prendersela tanto  col povero Renato, di capire un po’ meglio chi è che rema contro l’efficienza e la trasparenza della pubblica amministrazione dato che questa volta i fannulloni non possono essere chiamati in causa . Noi qualche idea ce la siamo fatta. E torneremo ad occuparci dello schema del  decreto attuativo della L. 15/09 e del “contesto”,  senza “capricciosi narcisismi” ma molto preoccupati per quel che sta bollendo nel calderone infernale  della pubblica amministrazione. Lo faremo senza demonizzare Brunetta, ritenendolo un ingrediente e non il cuoco della mistura.

 

Commenti 

 
0 #4 Office 2010 2011-07-02 11:17
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0 #3 Alberto Savini 2009-09-04 14:55
E no nemmeno io riesco a commuovermi per i dolori del povero Ichino. Nemmeno un prof. universitario può essere tanto cretino da non sapere che quando si parla di pubblica amministrazione si parla di miliardi di euro in "libera uscita". La trasparenza, il merito, l'efficienza devono fare non uno ma cento passi indietro rispetto agli appetiti scatenati da questo fiume di quattrini. E "l'ostacolo" è tutto lì, mio caro Brunetta. Come fai a evitarlo?
Semplicemente facendo finta di niente. Ma allora di quale "riforma" vai blaterando? " Ma mi faccia il piacere !" direbbe Totò.
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0 #2 Guest 2009-07-06 15:30
Ma di quale complessità parla Brunetta?
Dei politici che continuano a farsi gli affari loro alle spalle dei contribuenti? Dei costruttori che cementano le città e congestionano il traffico con due lire di oneri concessori? Dei manager delle municipalizzate in eterno deficit ? Dei dirigenti che continuano a far passare bilanci truccati e spese incontrollate pur di incassare lo stipendio maggiorato? Del suo appannaggio da finto riformatore? Che indecenza vedere il nostro paese che va a rotoli mentre questi continuano a "riformare".
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0 #1 Sandro da un Comune della Bas 2009-06-26 08:17
Mi pare di cominciare a capire: mentre le banche e gli esattori svaligiavano le casse comunali Renato e Pietro strillavano contro i fannulloni. Così la gente si è distratta e non si è accorta della rapina. Se adesso non ci sono soldi in cassa per gli asili nido o per i trasporti urbani o per pagare decentemente chi lavora si fa una bella riforma per eliminare i contratti e per bloccare l'azione comune dei cittadini , la class action. Accidenti che trasparenza! Quì gli unici trasparenti siamo noi, che lavoriamo sottopaga e che paghiamo tasse ALTISSIME per servizi scadenti. Renato, Pietro e compagnia non ci vedono proprio.
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