Dipendenti Ufficiali di Anagrafe e Stato Civile Per il riconoscimento professionale degli ufficiali d’anagrafe e di stato civile e nell’inerzia generale, Antigene... eppur si muove
Lunedì, 06-02-2012
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Per il riconoscimento professionale degli ufficiali d’anagrafe e di stato civile e nell’inerzia generale, Antigene... eppur si muove

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Sabato 20 Febbraio 2010 17:49

Galilei eppur si muoveAntigene sta dando corso a Roma, Genova, Livorno e in Sardegna a centinaia di tentativi obbligatori di conciliazione per il riconoscimento economico delle mansioni superiori svolte dagli Ufficiali d’Anagrafe e di Stato Civile e altri ne sta organizzando.

Questa iniziativa per la prima volta associa su una concreta richiesta, in riconoscimento della elevata professionalità e delle notevoli responsabilità allestite sui procedimenti delegati, centinaia di funzionari del settore demografico di diversi comuni e regioni italiani.

Questa iniziativa dovrebbe quindi costituire una rilevante novità almeno per “gli addetti ai lavori”. Invece siamo costretti a registrare il tombale silenzio delle accademiche “associazioni professionali” come l’Anusca che annovera tra le sue finalità statutarie “il riconoscimento professionale dei propri soci” o come la DEA che dichiara di voler “contribuire al giusto riconoscimento professionale dal punto di vista economico e giuridico degli operatori dei servizi demografici”.

Nessuna delle due Associazioni ci ha invitato a darne notizia ai loro recenti convegni nazionali, nessuna ne fa il benché minimo cenno, fosse anche per marcare un dissenso. Dopo un ormai datato comunicato dell’Anusca, solo silenzio.

Lo stesso silenzio che rimarchiamo tra le associazioni sindacali che pure, sono corse a concordare con le revisioni delle piante organiche dei Comuni, passaggi in extremis di qualifica dal C al D di tantissime figure professionali (e cercheremo di dare conto di quante strane, a volte mostruose figure professionali sono state impastate con la materia bruta del pubblico impiego locale), fatta eccezione, anche stavolta, in disconoscimento di quanto disposto dagli stessi contratti nazionali (vedi quello del 2004 - Comparto Enti locali) della figura degli ufficiali d’anagrafe e di stato civile.

Siccome la cosa da tempo non ci va giù perché la riteniamo oltremodo ingiusta e lesiva di un’efficace e chiara organizzazione della materia statale delegata ai Comuni e dei servizi inerenti, abbiamo riprese tutte le carte e ce ne siamo andati dal nuovo Direttore dei Servizi Demografici del Ministero dell’Interno, Prefetto Giovanna Meneghini, che a differenza del suo predecessore ci ha già ricevuto per ben due volte.

Abbiamo dunque fatto presente al Prefetto quanto risulta attestato dalla Direzione Centrale per i Servizi Demografici, da ultima la Circolare n. 15/2009: "La funzione di registrazione degli eventi più importanti della vita delle persone, svolta per conto dello Stato dagli Uffici demografici – richiede una professionalità di elevato spessore, atteso che è in grado di incidere direttamente sul riconoscimento di status personali e sui diritti fondamentali dell’individuo tutelati da norme costituzionali” .

Abbiamo fatto però notare alla Dott.ssa Menghini che nei Comuni questa “professionalità di elevato spessore” è relegata da sempre nelle categorie C e addirittura B, in evidente sperequazione e sottovalutazione di tale autorevole e inconfutabile attestato.

Ci è stato giustamente obiettato che la definizione dei profili professionali rientra nell’autonomia organizzativa dei Comuni. Ma abbiamo rilevato che in materia statale e su deleghe univoche dettate dai DPR coi Regolamenti nazionali d’anagrafe e Stato Civile , per le competenze e le responsabilità attribuite non può essere invocata l’autonomia organizzativa dei Comuni. Va invece attivata la vigilanza sulla loro puntuale e univoca applicazione, dovendosi considerare tale materia, almeno concorrente.

Per cui a tale riguardo, a nostro parere, sarebbe necessaria una direttiva ministeriale che a fronte delle deleghe e dei compiti, nel tempo ampliati, attribuiti agli ufficiali di stato civile e d’anagrafe, considerati gli obblighi relativi ai 5 anni di esercizio delle funzioni, ai corsi abilitanti e ai corsi di aggiornamento normati da specifiche leggi, venisse autorevolmente e centralmente richiamata la elevata professionalità acquisita e perfezionata all’interno degli Enti .

Il Direttore ha risposto che la circolare da noi citata è da intendersi a tutti gli effetti esaustiva e utilizzabile ai fini del dovuto riconoscimento da parte dei Comuni.

Confortati e corredati da questo autorevole parere, ci apprestiamo a riattivare i contatti avviati con il Ministero della Funzione Pubblica, Direzione Assunzioni, per chiarire, alla luce di quanto previsto dall’art .91 del TUEL, che è ancora legittimo che "gli Enti Locali che non versino in situazioni strutturalmente deficitarie, possono prevedere concorsi interamente riservati al personale dipendente solo in relazione a particolari profili o figure professionali caratterizzate da una professionalità acquisita esclusivamente all’interno dell’ente".

Come ci apprestiamo ad attivare contatti con l’ANCI per poter portare anche sul loro tavolo questioni che sembrano essere sfuggite, in una declinazione per noi oltremodo discutibile dell’autonomia dei Comuni e della flessibilità organizzativa del lavoro , a un doveroso chiarimento e orientamento per una efficiente, legittima e trasparente organizzazione anche dei servizi demografici.

Come stiamo d’altra parte, cominciando a collaborare con alcuni Comuni disponibili ad entrare in modo dialogante nel merito delle questioni poste dal tentativo obbligatorio di conciliazione, rendendosi conto che si tratta di pretese tutt’altro che infondate.

Quindi, malgrado tanti silenzi, registrati purtroppo anche tra i tanti diretti interessati, ufficiali d’anagrafe e di stato civile, Antigene si sta muovendo in tutte le direzioni, sapendo che molto dipende anche da quanti di loro saranno disposti a mettersi in gioco per far uscire finalmente il loro lavoro dalla clandestinità.

Di seguito è possibile leggere il testo integrale della Circolare n.15/2009 della Direzione Centrale per i Servizi Demografici:

Per il riconoscimento professionale degli ufficiali d’anagrafe e di stato civile e nell’inerzia generale, Antigene... eppur si muove

http://servizidemografici.blogspot.com/2009/07/circolare-ministero-dellinterno-dir.html

 

 

Commenti 

 
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0 #42 tiffany 2011-04-03 07:56
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+2 #41 DI BENEDETTO ANTONIETTA 2010-11-17 14:33
e che vuoi commentare...forza...anche se a me è diminuita negli anni. La proposta mi sembra talmente importante che non capisco come mai solo Antigene se ne occupa...che posso per contribuire a parte la solidarietà piena?
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0 #40 FRANCA ALOISIO 2010-07-26 13:05
Chiedo un aiuto di come poter chiedere all'Amministrazione del mio comune il riconoscimento della progressione verticale in C1, CONSIDERATO CHE HO GIà PARTECIPATO QUALCHE ANNO FA AL CONCORSO PUBBLICO PER TITOLI ED ESAMI E SONO STATA COLLOCATA al 9° posto con l'idoneità. Sono rappresentante sindacle R.S.U.Ho fatto tantittime richieste già da anni ma non ho avuto nessuna risposta. Preciso che ho già 34 anni di servizio e 57 anni d'età.
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+3 #39 Bruno 2010-05-09 02:31
http://www.egov.maggioli.it/evento.php/594/10+Congresso+Ufficialidi+Stato+Civile

Ma ci rendiamo conto? Chi dovrebbe rappresentarci a casa nostra, pensa alla Germania, alla Polonia e ai massimi sistemi, mentre noi siamo costretti a sbatterci come sappiamo!
Sveglia!!!!!
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+1 #38 valeria 2010-04-24 13:25
Forza che ce la facciamo!
E ora l'ANCI che dice all'ANUSCA?
Mi sembra proprio che a qualcuno salteranno le trasferte demografiche.
I progetti obiettivo costruiti sulla pelle di chi sta dietro ad uno sportello con il cittadino di fronte e il turismo demografico di chi si occupa di "formazione" su e giù per la Penisola, finalmente scricchiola!
E sì, perchè se riusciamo a farci riconoscere il giusto per la nostra professionalità , tanta "formazione" diventerebbe superflua, calerebbero i tapini da... formare e quindi si risparmierà sulle.... trasferte demografiche!!! !!!
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0 #37 lara 2010-04-20 23:31
Ho l'impressione che stiano cercando di spostare i "barattoli"... che si stia cercando di cambiare le "etichette", ma che il contenuto dei "barattoli" sia sempre costituito da... fichi secchi!!!
Attenzione... attenzione!!!
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+2 #36 gio 2010-04-20 16:33
Come noto, una delle questioni di maggiore delicatezza che hanno riguardato il decreto 150/2009, attuativo della legge 15/2009, è stato il suo grado di vincolatività per l’ordinamento locale.
Per gli enti locali in ragione della loro autonomia costituzionalme nte garantita, l’applicazione delle norme del D.lgs. 150/2009 non può essere diretta ed immediata, ovvero subordinata ad un successivo adeguamento al contesto locale, adeguamento che dovrà avvenire di norma entro il 31 dicembre 2010. Nelle more dell’adeguament o si applicano le disposizioni vigenti; decorso il termine fissato si applicano le previsioni del decreto fino all’emanazione della disciplina regionale e locale.
Nello specifico, anche alla luce di un recente pronunciamento della Corte dei Conti Sezione Regionale Lombardia, (Allegato), riteniamo utile concentrare l’attenzione sull’istituto delle progressioni verticali, tenendo conto anche dei contenuti e degli orientamenti espressi dall’ANCI con le linee guida concernenti l’applicazione della riforma negli enti locali.
L’art. 24 del decreto 150/09 dispone che “ai sensi dell’articolo 52, comma 1-bis, del decreto legislativo n. 165 del 2001, come introdotto dall’articolo 62 del decreto 150, le amministrazioni pubbliche, a decorrere dal 1° gennaio 2010, coprono i posti disponibili nella dotazione organica attraverso concorsi pubblici, con riserva non superiore al 50% a favore del personale interno, nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di assunzioni.
L’attribuzione dei posti riservati al personale interno è finalizzata a riconoscere e valorizzare le competenze professionali sviluppate dai dipendenti, in relazione alle specifiche esigenze delle amministrazioni ”.
Inoltre l’art. 62 del decreto (che modifica il comma 1 dell’art. 52 del decreto 165/2001), dispone che “le progressioni fra le aree avvengono tramite concorso pubblico, ferma restando la possibilità per l’amministrazio ne di destinare al personale interno, in possesso dei titoli di studio richiesti per l’accesso dall’esterno, una riserva di posti comunque non superiore al 50% di quelli messi a concorso”.
L’art. 31, comma 1 e 4 prevede che le Regioni e gli enti locali devono adeguare i propri ordinamenti ai principi del decreto entro il 31 dicembre 2010.
Per questo specifico istituto, l’ANCI aveva sottolineato la possibilità da parte degli enti
di portare a compimento i piani occupazionali già vigenti e deliberati alla data di entrata in vigore del decreto, realizzando quindi anche le eventuali progressioni verticali già programmate, purché siano state già autorizzate in sede di programmazione triennale ed annuale del fabbisogno del personale.
Inoltre l’ANCI ricordava che la norma dell’art. 91, terzo comma del D.lgs. 267/2000, (Testo Unico degli enti locali) che dispone che “gli enti locali possono prevedere concorsi interamente riservati al personale dipendente, solo in relazione a particolari profili o figure professionali caratterizzate da una professionalità acquisita esclusivamente all’interno dell’ente” non è stata abrogata né derogata espressamente dal decreto 150/09.
Una recente deliberazione della Corte dei Conti - Sezione Regionale Lombardia - n. 375/2010 che si allega, conferma l’orientamento espresso dall’ANCI, ed evidenzia che nelle more dell’adeguament o per le procedure di assunzione in corso, si applica la disciplina vigente (quindi le progressioni verticali).
Oltre a ciò, anche la Corte dei Conti sottolinea che l’art. 91, terzo comma del D.lgs. 267/2000 sopra precisato, considerato che in questa materia opera la clausola di salvaguardia di cui all’art. 1, comma 4 del D.lgs. 267/2000 che stabilisce che le leggi delle Repubblica non possono introdurre deroghe al testo unico degli enti locali se non mediante espressa modificazione delle sue disposizioni, sottolineando che le procedure indicate dall’art. art. 91, comma 3 del decreto 267 assumono un carattere assolutamente residuale e limitato a specifiche professionalità .
Giova ricordare che alle interpretazioni sopra delineate si affiancano quelle diametralmente opposte di alcuni commentatori.
Riteniamo la recente deliberazione unitamente alle linee dell’ANCI un sostegno importante per contrastare eventuali posizioni all’interno degli enti dirette a bloccare possibili progressioni verticali in corso, giustificate dall’applicazio ne diretta delle previsioni del decreto 15/2009.


fonte http://www.fps.cisl.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1241%3Acontrattazione-decentrata-anche-al-corte-dei-conti-della-lombardia-conferma-le-nostre-posizioni&catid=8%3Acisl-fp-in-tempo-reale&lang=it
Citazione
 
 
+1 #35 gio 2010-04-20 16:33
Dal sito del Dipartimento della Pubblica Funzione si riporta la new sui contratti:" Si è avviata oggi all'ARAN la trattativa per la definizione dei nuovi comparti e aree di contrattazione. L'accordo è l'atto di apertura per la nuova stagione contrattuale 2010-2012. I comparti, così come previsto dalla Riforma Brunetta della PA (decreto legislativo n. 150/200), non potranno superare il numero di quattro e ogni comparto dovrà avere una specifica area dirigenziale.
Durante l'incontro di oggi tutti i sindacati hanno espresso la loro contrarietà all'accorpamento in un unico comparto dei dipendenti delle Regioni e del Servizio Sanitario Nazionale. Tale accorpamento, voluto dalle Regioni stesse, prevede una forte discontinuità con l'attuale assetto contrattuale che prevede invece comparti separati per il servizio sanitario nazionale e per i dipendenti delle Regioni e delle Autonomie Locali. In sintesi, l'atto di indirizzo del Ministro Renato Brunetta, concordato con le Regioni e gli Enti locali, prevede:
quattro Comparti;
quattro separate Aree della dirigenza;
la distinzione tra dipendenti di amministrazioni statali e centrali, ivi compresi gli enti pubblici non economici dal personale dipendente da autonomie locali e regioni;
un comparto e un'area di contrattazione collettiva comprendente i dipendenti degli enti locali, delle camere di commercio ed i segretari comunali e provinciali;
un comparto ed un'area di contrattazione collettiva relativamente al personale delle Regioni, relativi enti dipendenti e amministrazioni del SSN;
l'osservanza delle peculiarità sotto il profilo ordinamentale del personale della Scuola nonché la rilevanza del medesimo in termini numerici (circa 1.200.000 unità) rispetto al restante personale delle amministrazioni .
Il Ministro Renato Brunetta confida in una rapida conclusione di questa trattativa, in modo da poter aprire il successivo confronto per il nuovo contratto con le regole aggiornate."

fonte http://www.anusca.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2356

NOVITA' PER NOI DEMOGRAFICI???
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0 #34 clara 2010-03-27 20:26
Direi piuttosto a "chi" servono i corsi... e la risposta è una sola:
"soltanto ed esclusivamente a coloro i quali - i corsi - li organizzano... con annesse trasferte, progetti fasulli di formazione e tanta, tanta, aria fritta.
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di Lidia Mazzola

Vi sara' capitato, gironzolando per certe citta' e frequentandone gli uffici pubblici, di avvertire un’aria viziata che non si stempera nemmeno aprendo le finestre. Quel non so che di chiuso, di stantio tipico dei posti trascurati se non in abbandono, malgrado la massiccia frequentazione e l‘affannato affaccendarsi. Qualcuno se ne sara' accorto tornando dall’estero e rimarcando la differenza di ossigenazione al suo rientro ...