Pubblica Amministrazione Riforma P.A. Ricchi premi e cotillons: La tragica fiera del lavoro pubblico
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Ricchi premi e cotillons: La tragica fiera del lavoro pubblico

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Lunedì 22 Giugno 2009 14:01
champagne_cotillonsBrutta,brutta oltre ogni peggiore previsione  la piega che sta prendendo la cosiddetta riforma “ Brunetta “ della pubblica amministrazione.
Sul fronte del lavoro, assistiamo alla liquidazione di tutto l’impianto contrattuale sostituito da imposizioni legislative che sbaragliano qualsiasi plausibile individuazione dei profili professionali, dei percorsi di carriera, dei livelli retributivi del lavoro pubblico.
Non siamo strenui difensori di sindacati  in cogestione di apparati spesso opachi e improduttivi, ma se qualche  elemento del diritto del lavoro si è potuto difendere, lo si deve a contratti nazionali che  determinavano una comune griglia di regole alla quale ricondurre i limiti dell’arbitrio datoriale.
Adesso siamo al caos . Riportate le retribuzioni ai minimi sindacali e vitali, sterilizzati i meccanismi di rivalutazione riguardo all’inflazione , con “aumenti contrattuali” dimezzati rispetto ai precedenti e allungati nel tempo, si sta passando a “regolare” il  salario accessorio. Se si guarda alle reali  cifre stanziate, si tratta di ben poca cosa.  Eppure è intorno a questo osso spolpato che si vuole creare  la ressa famelica dei  pubblici dipendenti. E lo si fa con lo schema di decreto attuativo della legge 15/09 che pretende di “ottimizzare la produttività del lavoro pubblico, l’efficienza e la trasparenza della pubblica amministrazione.
 
Andate a leggervelo, per favore. Leggetevelo attentamente perché se passa, cominciate ad attrezzarvi nei vostri uffici e servizi con   efficienti strumenti  di resistenza umana perché il vostro collega si trasformerà nel vostro diretto antagonista. Recita infatti il testo:
 
art. 19  ( criteri per la differenziazione delle valutazioni)
 
1.In ogni amministrazione, l’Organismo indipendente, sulla base delle risultanze del sistema di valutazione di cui al Titolo II  del presente decreto, compila una graduatoria del personale dirigenziale e non.
2.In ogni graduatoria il personale è distinto in differenti livelli di performance in modo che:
a) il 25% è collocato nella fascia di merito alta alla quale corisponde l’attribuzione del 50% delle risorse destinate al trattamento accessorio collegate alla performance individuale
b) il 50% è collocato nella fascia di merito intermedia alla quale corrisponde l’attribuzione del 50% delle risorse destinate al trattamento accessorio collegato alla performance individuale;
c) il restante 25% e collocato nella fascia di merito bassa, alla quale non corrisponde l’attribuzione di alcun trattamento accessorio.
 
La collocazione nella fascia alta per tre anni costituisce titolo prioritario ai fini delle progressioni economiche di carriera, per l’assegnazione di incarichi e responsabilità, e del bonus annuale delle “eccellenze”.
E chi è che gestisce il mercante in fiera delle “ fasce”? L’organismo indipendente di valutazione delle performance”. E da chi è nominato? Dall’organo di indirizzo politico amministrativo. Quindi state bene attenti a  capire in quale area politica dovete collocarvi perché se siete in quella sbagliata, le vostre “performance” saranno molto probabilmente  da fascia c.
Ma un criterio di “indipendenza” simile, non fa a pugni con la separazione del potere di indirizzo politico da quello di gestione? Lo approfondiremo.
Comunque una simile impostazione è devastante. E non a partire da pretese di appiattimento  egualitaristico. Il fatto è che qui scompaiono completamente i profili professionali, le competenze, i carichi di lavoro che devono essere precisati, riconosciuti e compensati  sulla base di ordinamenti professionali  certi e generalizzati a livello nazionale e non lo sono.  Riconoscimenti e sanzioni individuali devono poggiare su una chiaro e imparziale impianto di regole selettive , di  competenze e  di retribuzioni che non c’è. E  se il merito va premiato non lo si può fare all’ingrosso, al 25% , dato che potrebbero darsi  situazioni di generalizzate eccellenze o  invece di totale scarso rendimento. E in questi casi, più che la performance  individuale, ci sarebbero  da verficare l’impianto organizzativo e i criteri di gestione  dirigenziali. Che non tutto dipende dal singolo addetto, anzi . L’improduttività, addirittura il mobbing e il demansionamento sono troppo spesso il portato di  certe logiche  di indirizzo amministrativo che si pretende determinino “ l’ndipendenza della valutazione”.
Potremmo continuare a lungo, analiticamente ad aggirarci  nei vari padiglioni di questa fiera ma il senso generale del nostro girovagare ci riporta a un pensiero di fondo: qui si sta portando il lavoro pubblico a livelli retributivi indecenti, mentre si innalzano pali della cuccagna con qualche prosciutto appeso per scatenare rivalità intollerabili per la tenuta  del “il clima interno” di qualsiasi  aggregato lavorativo  e per la dignità professionale ed umana di pubblico dipendente.
Incombono le ferie e c’è distrazione. Ma vi preghiamo di approfittarne per leggervi in santa pace e con attenzione questo “schema” di decreto legislativo. Fateci sapere quello che ne pensate perchè dovremo tornarci sopra e capire bene di che si tratta e come affrontarlo.

E' possibile scaricare il documento cliccando qui
 

Commenti 

 
0 #10 Office 2010 2011-07-02 11:17
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0 #9 Guest 2009-09-04 21:24
ci mancavano solo le fasce. Adesso siamo completamente mummificati
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0 #8 Guest 2009-07-31 21:51
Conosco da anni un collega che da solo e senza nessun sostanziale riconoscimento porta avanti iniziative culturali sempre di grande pregio artistico e di grandissimo apprezzamento da parte della gente che in questa nostra desolante periferia non ha nessun altra offerta artistico-culturale. Ha curato le sue rassegne senza nessun contributo delle P.O. o dei dirigenti e con pochissimi fondi a disposizione. Adesso che sono arrivati un pò di soldi in più rischia di essere sbattuto fuori dall'assassorino di turno, fresco di nomina , semianalfabeta ma pieno di protervia. Un'assessore da fascia C. Ma scommettiamo che nella fascia degli incapaci ci metteranno il mio collega se continua a voler difendere la sua competenza professionale e i fondi destinati alla cultura?
Vi farò sapere come è e andata a finire la faccenda.
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0 #7 Guest 2009-07-14 21:27
Questa roba quì va bene a tutti i sindacati? Sul mio posto di lavoro, comune di Bologna, non s'è fatta un'assemblea , non è stato distribuito un comunicato sindacale di dissenso. Stanno tutti zitti. Ma che sta succedendo? I sindacati esistono solo per prendersi i soldi delle tessere e dei CAF?
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0 #6 Stefano Ionna 2009-07-10 08:02
L'organismo di valutazione che dovrebbe stabilire criteri precisi ed omogenei potrebbe essere uno strumento utile di trasparenza e imparzialità . Concordo però con Antigene che tutte le norme sulle valutazioni possono essere agevolmente aggirate dai soliti metodi clientelari della componente di indirizzo politico e dalle pretese "cortigiane" della dirigenza. Concordo anche sul fatto che mancando completamente riferimenti normativi sui profili professionali le "fasce", invece di promuovere le competenze ,rischiano di comprometterle ancora di più.Perchè Antigene non redige una specie di "carta delle professioni " da inviare al Ministro Brunetta e alle associazioni sindacali per cominciare a contrastare questi rischi?
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0 #5 andrea dominici 2009-07-06 21:35
Nemmeno nei miei peggiori incubi pensavo di essere messo "in fasce".
Davvero non ho parole per commentare .
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0 #4 Marco Parisi 2009-06-30 08:32
E' sempre molto difficile parlando di lavoro pubblico capire dove sta la produttività e dove si annidano lo spreco e l'inefficienza. Ci sono interessi troppi grandi che fanno
di ogni erba un fascio. Ci sono settori della P.A che servono solo per burocrati super pagati e servizi utili che si tengono su con retribuzioni da fame. Purtroppo nessuno, a cominciare dai sindacati sembra voler chiarire davvero questa situazione e le cifre che si sparano servono solo a confondere. Parlano di trasparenza e nascondono i dati. Andate a vedere i siti dei Comuni, delle Regioni, delle Provincie . Quasi nessuno pubblica i i bilanci e le retribuzioni malgrado, per legge, lo dovrebbero fare da anni. Ma se anche fossero pubblicati, quanta gente andrebbe a vederseli e quanti sarebbero in grado di capirli? E' più semplice buttarla solo sul"fannullone".
Mi chiedo in quali mani andranno a finire questi strumenti di valutazione .Chi controlla i valutatori?
Tutti al Tribunale del lavoro?
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0 #3 Guest 2009-06-26 16:02
Ma scherziamo?! LE FASCE????????!!!!!!!!
Prima ci pestano e poi ci fasciano. E comintinuimo a starcene zitti branco di coglioni che siamo
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+1 #2 Guest 2009-06-25 08:23
A mio parere se si riuscisse davvero a differenziare le retribuzioni sulla base delle competenze, dell'impegno,delle idee innovative, della presenza e dei risultati sarebbe sacrosanto. C'è troppa gente nei nostri uffici che cerca solo di imboscarsi ogni volta che c'è da lavorare. Però non è che ci vuole chissà quale riforma . Se si volevano punire i fannulloni e differenziare incarichi e retribuzioni sul merito, bastava farlo. Da anni ci sono gli strumenti: la produttività non era stata mai contrattualizza ta " a pioggia". La verifica dei risultati era già obbligatoria per i dirigenti e le P.O. I dirigenti da anni hanno il potere di selezionare , valutare gli incarichi e i risultati.Abbiamo visto cosa hanno fatto. I "premiati" sono sempre gli stessi: chi ha qualche amicizia sindacale o politica e che oltre a questo non hanno mai niente da dire, niente da proporre, niente da obiettare. Adesso ce li ritroveremo tutti in fascia A ancora più premiati per alti meriti di servilismo da dirigenti ancora più asserviti. Purtroppo non esiste e non può esistere in questo modo di amministrare, la "valutazione indipendente" perchè tutto dipende da interessi che non sopportano l' indipendenza. Sono anch'io molto preocupato.
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0 #1 Roberta 2009-06-23 08:46
Ho dato anch'io una prima scorsa al decreto e veramente è roba da non credersi. I buoni i brutti e i cattivi! Già me li vedo all'opera i valutatori "indipendenti ", i colleghi scatenati per la conquista della 1° fascia, gli intrighi, i pettegolezzi, le cattiverie, le scondinzolate attorno ai dirigenti , di tutto e di più. aLTRO CHE L'OTTIMIZZAZIONE questa diventerà la PROSTITUZIONE DEL LAVORO.
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di Lidia Mazzola

Vi sara' capitato, gironzolando per certe citta' e frequentandone gli uffici pubblici, di avvertire un’aria viziata che non si stempera nemmeno aprendo le finestre. Quel non so che di chiuso, di stantio tipico dei posti trascurati se non in abbandono, malgrado la massiccia frequentazione e l‘affannato affaccendarsi. Qualcuno se ne sara' accorto tornando dall’estero e rimarcando la differenza di ossigenazione al suo rientro ...