Il Programma |
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| Lunedì 09 Febbraio 2009 22:37 |
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Perché un’altra Associazione? Perché crediamo che, oltre alle tante che già si occupano di specifici settori professionali o locali, ci sia bisogno di lavorare sulle cause strutturali dell’inefficienza della P.A. per poter meglio risolvere i problemi settoriali. Perché le cause dell’’inefficienza del pubblico impiego che generano disorganizzazione, deresponsabilizzazione, mancanza di reali controlli e sanzioni, sprechi, ritardi, inefficienze vanno meglio comprese quanto agli interessi distorti e alle responsabilità connesse. E questo può essere fatto solo facendo emergere gli interessi dei lavoratori e cittadini al corretto utilizzo delle risorse pubbliche per servizi efficienti.Â
Perché si chiama “ antigene†? Perché, già a partire dal nome, vogliamo insistere sulla necessità di prendere concrete iniziative atte a stimolare gli “ anticorpi†necessari al contrasto di logiche amministrative di spreco e disorganizzazione delle risorse umane, strumentali e finanziarie delle pubbliche amministrazione locali . Ma da chi è composta? Dai lavoratori dei servizi pubblici delle Autonomie Locali che avvertono l’urgenza di ridefinire il loro ruolo professionale non in termini autoreferenziali e burocratici ma puntando lo sguardo sui concreti e riconoscibili interessi dei cittadini destinatari e finanziatori del lavoro pubblico. Dai  “quadri†del pubblico impiego che nel lavoro orientato a veri obiettivi, nell’attivazione di sinergie “di reteâ€, mediante l’utilizzo delle tecnologie informatiche, fuori dai formalismi di ruolo, si attivino per una sostanziale riorganizzazione del lavoro dalla quale emerga con chiarezza: responsabilità , professionalità , costi, livelli di efficienza, anche in comparazione. Dai dirigenti che valutano i concreti rischi di condizionamento del loro ruolo in efficiente, efficace, economica gestione degli uffici e servizi pubblici ed in garanzia del rispetto delle norme fondamentali di buon andamento della P.A.  Da quei cittadini capaci di confrontarsi con “l’inefficienza pubblica†per i reali, drammatici, complessi intrecci di responsabilità che coinvolgono anche il loro modo di rapportarsi ad essa, con atteggiamenti e pratiche da sudditi, da “clientesâ€, o da “predatoriâ€, in spregio a più mature e democratiche pratiche di cittadinanza. Non è troppo dispersiva una simile impostazione? No, se nell’affrontare gli specifici problemi di settore, oltre al dettaglio, cura tutte  le implicazioni dato che sempre e solo nel collegamento è possibile  individuare, oltre ai problemi, anche le possibili soluzioni . Ma cosa si intende fare, in concreto? Convinti che il trasferimento dei poteri dallo stato alle Autonomie Locali debba compiersi sul diritto di informazione, compartecipazione e responsabilizzazione delle persone che nel loro territorio collocano interessi vitali di lavoro, salute, dimora, servizi, strutture e infrastrutture, cultura, socialità da far valere tramite strumenti anche inediti di democrazia partecipata, ci proponiamo di:  assumere la pubblica amministrazione in un ottica finalizzata allo scopo di fornire servizi e prestazioni efficienti a costi compatibili con il livello di erogazione; a tale scopo, vogliamo collegare gli interessi della cittadinanza per servizi efficienti a forme di gestione efficace e trasparente degli uffici pubblici e queste ai legittimi interessi singoli o associati delle professionalità interne che nei servizi ed uffici sono tenuti ad operare; concorrere, nell’ambito della P.A. , all’individuazione  e all’applicazione di  regole sanzionatorie chiare e certe per rafforzare il rispetto sostanziale  delle norme  e della legalità ; sollecitare l’ informazione e il confronto tra i diversi settori professionali e le loro Associazioni coinvolti negli Enti territoriali, convinti che al di là delle specifiche problematiche e proposte, corra un filo comune capace di collegare su obiettivi condivisibili tante scisse difficoltà e opzioni; per la sollecitare la ridefinizione delle professionalità e dei ruoli, a cominciare da quello della dirigenza, assumere come riferimento gli strumenti del benchmarking, collegati agli elementi della misurabilità , verifica, incentivazione della qualità dei servizi e delle funzioni pubbliche, concorrendo a portare a concreta, connessa pratica di procedimento i principi statutari e ordinamentali dei pubblici uffici e servizi : eguaglianza, imparzialità , continuità , partecipazione, efficienza, efficacia; impegnarci per l’ attuazione della piena contrattualizzazione del rapporto di lavoro pubblico, concorrendo al chiarimento dei legittimi interessi connessi agli atti organizzativi e di affidamento di incarichi e responsabilità e della loro interdipendenza con l’attivazione di strumenti trasparenti di selezione,  valutazione- misurazione della produttività , delle prestazioni e delle professionalità  individuali e collettive e reale valutazione e  controllo di raggiungimento dei risultati  a partire  dalla dirigenza; riferirsi al mobbing come non ad un episodica “caduta di stile “ della P.A. ma come a un rilevante, sistematico indicatore di violazione di diritti, in danno non solo al soggetto colpito ma ai più diffusi interessi lesi mediante distorsione/spreco di risorse umane, di connesso, rinvenibile danno patrimoniale e da disfunzione organizzativa, con conseguenti addebiti di risarcibilità e di responsabilità connessi da far emergere e costituire in giudizio; considerare il ritardo di giustizia dei tribunali del lavoro, la sistematica mancata costituzione degli Enti Locali in sede conciliativa, la disattivazione dell’istituto dell’arbitrato e del ricorso all’autotutela quali rilevanti manifestazioni di lesione di interessi legittimi dei lavoratori e dei cittadini da monitorare attentamente, far emergere dalla casistica individuale concorrendo all’individuazione di strumenti, metodologie giudiziali ed extra giudiziali di snellimento /potenziamento /integrazione della possibilità di tutela e difesa dei diritti negati ; collocarsi, con spirito concorrente, al fianco di tutti coloro che intendono promuovere, rinforzare, sperimentare forme di partecipazione democratica in attuazione di buone pratiche pubbliche basate sui principi di sussidiarietà orizzontale e di buon federalismo; con questi riferimenti comuni, agire nel rispetto delle singole peculiarità associative, politiche,  sindacali e istituzionali e ulteriormente mutuarne e potenziarne il ruolo attraverso l’individuazione di momenti comuni di analisi e iniziativa, volti ad aggregare in forme nuove e su contenuti volta a volta coerenti con i soggetti connessi; operare con ottica di aggregazione e confronto, coerente con la valenza nazionale, all’adeguamento progressivo di un quadro legislativo che fa da riferimento unitario e imprescindibile alle iniziative settoriali e locali che ne risultano, in mancanza, depotenziate, ritardate, inficiate. Con quali strumenti?
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