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“Ma che cosa siamo diventati?” - Lo strano caso del Signor Silvano Lancini e del Comune di Adro

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Giovedì 22 Aprile 2010 05:11

spaghettiHa fatto molto scalpore ed ha aperto fronti contrapposti l’iniziativa assunta da Silvano Lancini, imprenditore di Adro, un paesino del bresciano, che come tutti ormai saprete, s’è cacciato le mani in tasca e ne ha  cavato fuori 10 mila euro per saldare il conto del mancato pagamento della retta della mensa dei bambini.

 

 

Ne hanno parlato giornali e televisioni quindi sarebbe superfluo che ci tornassimo sopra anche noi Ma, passata da alcuni giorni la buriana, il fatto continua a restarci ben piantato in testa perché ci sembra che ci sia ancora qualcosa da aggiungere alle dispute che ha aperto.

 

La questione è strana perché, in genere, i gesti dei “benefattori” trovano un coro tanto generalizzato quanto distratto di approvazione, subito archiviato alle  voci: “coscienza a posto“ e “detrazione fiscale”. In questo caso, invece, è andata diversamente .

 

Dato che pubblichiamo il testo della lettera di Silvano Lancini, se non l’aveste letta, fatevene una

Idea vostra.

 

Per quanto ci riguarda, non pensando di esaurire l’argomento, anzi, augurandoci che in tanti vorrete esprimere la vostra opinione al riguardo, ci limitiamo a tirare fuori alcuni rospi dallo stomaco.

 

C’è una notizia da dare: la bontà non va di moda. Malgrado se ne siano drappeggiati tanti “buonisti” della politica e tanti estroversi esponenti del partito dell’amore, un gesto motivato dal disinteresse e senza tante chiacchiere, sta creando scandalo e ad Adro s’è scatenato l’inferno.

 

Ma come si permette questo tipo di intromettersi nella “gestione della cosa pubblica” ,foss’anche di un paesino, facendo fare la figura dello spilorcio al sindaco e agli altri onesti contribuenti?

Ma chi si crede di essere per venire a fare la morale alle finanze pubbliche e alle coscienze private ben convinte che il mercato, la politica, e l’economia domestica regolino le cose senza nessun bisogno di altre  interferenze. Fosse stato almeno il parroco del paese….sarebbe stato mestiere di carità. Ma questo non è un prete, non fa parte della giunta, non è nemmeno un rompicoglioni del sindacato e si mette in mezzo con quei diecimila euro di troppo a creare un problema più grande di quello che ha risolto.

 

Ma che ci vuole dire con questo? Che è migliore di noi? Che non si sa amministrare? Cosa c’è , insomma sotto? Perché questo qui mica ce la dice tutta. Voleva farsi pubblicità. Tutto qui. E visto che s’è permesso di pagare le quote dei morosi, sapete che c’è? Per protesta  Smettiamo di pagarle  tutti quanti , almeno s’impara a farsi gli affari suoi.

 

Beh… questo vociar contro, se solo si potesse e volesse entrare nei bilanci pubblici, lascia di stucco. Probabilmente la Giunta, il Consiglio Comunale, Il Sindaco del paese, la Provincia di Brescia, la Regione Lombardia, lo Stato Italiano quei 10 mila euro proprio non potevano toglierseli di bocca, magari limando qualche posto di troppo che abbiamo visto ben foraggiato alla A2A , municipalizzata di Brescia e Milano o dai munifici stipendi dei tanti dirigenti pubblici che abbiamo pubblicato. Per carità, queste son cose che non c’entrano. La mensa è la mensa, i consigli di amministrazione sono i consigli di amministrazione, i dirigenti sono i dirigenti, gli appalti sono gli appalti. E non cominciamo a mischiare le cose se no qui si fa solo casino. Eppure un servizio mensa gratuito, una volta controllati i redditi, creerebbe il disastro nel fantastilionico buco di miliardi di euro che è la finanza pubblica di questo paese? Siamo sicuri che è per via dei bambini di Edro che si crea il rischio di dissesto erariale?

 

Pubblicheremo tra breve di quali sconti abbiano usufruito gli esattori che non hanno versato i soldi dei tributi nelle casse dei Comuni. Avevamo già rilevato su questo sito, che si trattava di milioni di euro. Beh, sono stati sicuramente trattatati molto meglio di quel gruppo di “genitori evasori”.

 

Detto questo, lasciateci esprimere al Signor Lancini  ( da non confondersi con l’omonimo sindaco di Adro) tutta la nostra stima, simpatia e solidarietà.

Alla sua domanda: “Che cosa siamo diventati?” però, dobbiamo confessare inquieti che non sappiamo dare una risposta.

 

 

Il testo della lettera aperta diffusa in rete dal Sig. Lancini

 

Commenti
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Lidia Mazzola   |07-05-2010 09:42:09
Non buttiamola in retorica. Manca il lavoro, mancano i servizi,mancano i progetti di ripresa, abbandano le tasse. E' chiaro che la gente è nervosa e i bambini ne soffrono.Parliamo dell'Italia 2010 e di fatti concreti . Tanto di cappello al Signor Lancini ma i problemi restano tutti e purtroppo non si possono risolvere solo con i bei gesti anche se questi servono a richiamarci a un sentimento fondante di ogni comunità civile:la solidarietà umana.
marco  - Prima di tutto vennero a prendere gli zingari   |06-05-2010 15:35:09
di Bertold Brecht - Berlino, 1932

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,
e non c'era rimasto nessuno a protestare.
marco  - oggi agli altri... e domani ?   |06-05-2010 15:29:15
Senza troppe parole, penso che le comuni persone che fanno spallucce al gesto di Lancini o addirittura lo minacciano al grido "nessuna buona azione resterà impunita", non meritano sprechi di energie dovuti a giudizi emotivi tipo "siete razzisti" oppure "egoisti", ecc. Auguro solo a queste persone di non trovarsi mai (e il "mai" al giorno d'oggi è una certezza che quasi nessuno ha la fortuna di potersi permettere) un giorno in condizioni di grave difficoltà. Potrebbero scoprire che con l'esempio (cattivo) che hanno dato nella loro vita non ci sarà più alcun signor Lancini pronto ad aiutarli.
Fortunatamente persone come Lancini ancora ce ne sono (poche) ed è questo che rende la vita degna di essere vissuta.
Sara   |06-05-2010 14:27:40
Non avevo letto la lettera del Signor Lancini e avete fatto bene a riportarla tutta su questo sito perchè quando si parla di comuni non si parla di un gruppetto di persone chiuse dentro i consigli comunali ma si dovrebbe parlare delle comunità che ne fanno parte. Cosa sono diventate le nostre comunità se di comunità si può ancora parlare? E non dico le grandi città dove la gente nemmeno si conosce ma anche le piccole città e i paesi. Nel mio piccolo paese le strade sono sempre vuote perchè passano solo le macchine e nessuno si ferma a parlare. Le piazze dove ci si incontrvava sono anche sempre vuote. Macchine e televisioni ci chiudono dentro e non ne usciamo mai fuori per incontrarci e per parlare tra noi. Non ci conosciamo e non ci riconosciamo più tra noi e siamo diventati tutti un po più insensibili e più cattivi o forse solo tanto soli e disgraziati.
Silvia   |29-04-2010 19:06:34
Su cosa siamo diventati mi interrogo da tempo. Da quello che vedi sono spaventata. Vedo tante persone come me che annaspano tra mille problemi, costi di tutto in continuo aumento e possibilità economiche da schifo. Io se non avessi i miei genitori che mi aiutano non ce la farei a tirare avanti con i miei mille euro scarsi di stipendio. Dopo la laura ho pensato che finalmente avrei trovato la mia strada. Adesso dopo più di sei anni di tentativi inutili e umilanti non lo penso più. A trent'anni sono più sfiduciata e impaurita di mia madre e la cosa peggiore è che nessuno , a parte la mia famiglia che ha già fatto tanto , può aiutarmi a risolvere i miei problemi. Non posso pensare di difendermi insieme agli altri perchè ognuno pensa per sè e cerca se possibile di prendersi il posticino un pò più buono ingraziandosi il dirigente a spese degli altri . In questa situazione non penso proprio di fare figli. Non avrò il problema di pagare la mensa ma non è una consolazione.
Comunque quella del signor Lancini è stata una buona azione. Certo non risolve i problemi ma mi fa sentire un pò meglio. Da parte mia grazie
una mamma dubbiosa   |26-04-2010 21:14:19
Capisco l'esasperazione degli altri genitori che hanno pagato le rette. Di questi tempi non è facile per nessuno e se uno paga e l'altro no la cosa da sui nervi. Però cerchiamo di riflettere prima di umiliare bambini che devono crescere un po più sereni. Penso che se siamo buoni genitori dobbiamo saper rispondere alla domanda su cosa siamo diventati senza arrossire.
postino  - risposta alla domanda   |26-04-2010 19:01:20
Cosa siamo diventati? Una massa di stronzi buoni a prendercela sempre con chi ci sta sotto o di fianco. Mai con chi sta sopra e comodo comodo si fa i cavoli suoi alle spalle nostre.
E' più semplice prendersela col bambino della mensa che con chi ci paga sempre di meno, ci tartassa e intanto evade alla grande.E dire che anch'io ho votato lega ma avessi votato qualcun 'altro la musica non cambiava.
Siamo noi che dovremmo cambiar cervello.
Andreina G.  - Nessuno parla degli evasori milionari?   |25-04-2010 18:43:03
Ho letto che il sindaco si è giustificato dicendo che la mensa non è un servizio assistenziale e che c'è crisi per tutti.
Allora per me il comune deve fare anche assistenza ( non carità) se ci sono bambini che all'ora di pranzo restano a bocca asciutta .
Non è vero che se la passano male tutti: guardate le ultime dichiarazioni dei redditi c'è gente che evade da tutte le tasse . Però paga la retta della scuola privata. Ma su questo tutte le mamme del paesello non hanno aperto bocca. Quanta ingiustizia vedo in questo paese e non parlo solo di Adro
Anonimo  - troppo comodo   |23-04-2010 15:12:02
I bambini sempre i bambini. Anche gli zingari che mandano i bambini a chiedere l'elomosina mentre i genitori non fanno un cazzo tutto il santo giorno. Con la scusa dei bambini questi ci vogliono fare fessi. Ma ci pensassero loro ai figli che mettono al mondo come faccio io per i miei figli e senza chiedere niente a nessuno.
Margherita  - lasciamo in pace i bambini   |22-04-2010 19:58:26
I bambini non ci dovrebbero andar di mezzo quando litiga il padre con la madre figuriamoci quando litiga il comune con i contribuenti.
Se si deve discutere di questo anch'io mi domando di che pasta siamo fatti.
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Vi sara' capitato, gironzolando per certe citta' e frequentandone gli uffici pubblici, di avvertire un’aria viziata che non si stempera nemmeno aprendo le finestre. Quel non so che di chiuso, di stantio tipico dei posti trascurati se non in abbandono, malgrado la massiccia frequentazione e l‘affannato affaccendarsi. Qualcuno se ne sara' accorto tornando dall’estero e rimarcando la differenza di ossigenazione al suo rientro ...