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E in barba alla crisi economica, alla dirigenza pubblica riesce un altro colpaccio: l’accordo sul rinnovo del CCNL biennio economico 2006 – 2007

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Lunedì 01 Febbraio 2010 06:39

barboninudiSe qualcuno di voi ha perso il sonno preoccupato per il ritardo nel rinnovo del contratto dei dirigenti e per la loro difficoltà ad arrivare alla fine del mese, lo rassicuriamo: a novembre hanno raggiunto l’accordo Sindacati - ARAN.

Sulle retribuzioni della dirigenza pubblica triplicate in 6 anni nel decennio precedente, a fronte di rinnovi contrattuali miserrimi per il restante personale, avevamo già espresso il nostro sconcerto. Andando a consultare sui siti dei Comuni le retribuzioni  dei dirigenti erano emersi aspetti altrettanto sconcertanti: tutti i dirigenti erano al massimo della retribuzione di posizione e di risultato in modo tale che tutti, indistintamente risultavano essere delegati al massimo delle responsabilità e di aver sempre, tutti, egregiamente operato per il totale conseguimento degli obiettivi assegnati. Su tante responsabilità e tanta riconosciuta bravura non incideva assolutamente il fatto che operassero in Comuni di 5.000 o 500 mila o milioni di abitanti. Il dato era considerato irrilevante per cui tutti risultavano più o meno retribuiti allo stesso massimo livello contrattuale.

Adesso, con l’ultimo accordo, si sana l’insopportabile ritardo nel riconoscimento del giusto, ulteriore appannaggio, riconoscendo loro, retroattivamente, sul biennio economico 2006-2007:

- sullo stipendio tabellare dei dirigenti di seconda fascia un aumento complessivo di €. 141,38;

- sulla retribuzione di posizione, un aumento di 36,68 euro;

- sulla retribuzione di risultato un aumento di 90,59;

Con un incremento totale di €. 277,41.

Non pensate che siano tanti confrontandoli con l’aumento medio mensile di 60 euro lordi accordato al restante popolo dei fannulloni del pubblico impiego. Infatti questi poveri dirigenti di seconda fascia si beccano una miseria rispetto ai valentissimi dirigenti di prima fascia che sul biennio anzidetto, riescono a farsi riconoscere per gli alti servigi resi un aumento di 600,11 euro a regime per 13 mensilità. Alla faccia della crisi, del tracollo del debito pubblico e dei continui dissesti, disastri colposi, sprechi, ritardi, disservizi, segnalati quotidianamente dalle dolenti cronache del nostro paese.

Per la sanità, viste, ulteriormente le floride condizioni in cui versa questo settore e i consistenti aumenti dei costi in prestazioni sanitarie, IRPEF e IRAP addossati ai cittadini a fronte di una disastrosa situazione di gestione finanziaria, i dirigenti del settore riescono a farsi riconoscere ulteriori 1.000 euro sull’incremento del fondo destinato alla retribuzione di posizione.

Ci complimentiamo con l’ARAN e con i Sindacati che, recependo il grido di dolore di tanti dirigenti pubblici, sono corsi alla fine in soccorso. Dichiara infatti con entusiasmo Daniela Volpato, Segretario Nazionale della Cisl F.P. "Siamo riusciti ad ottenere aumenti economici molto positivi sia sul tabellare che sulle altre voci della retribuzione, ma anche a rinforzare l’autonomia dei dirigenti.†Altrettanta soddisfazione registriamo per le altre sigle prendendo atto che per i dirigenti, i sindacati sembrano funzionare egregiamente. Per tutti gli altri dipendenti sembra di no e il motivo resta da chiarire.

Però a fronte di questi aumenti (sarà poi da vedere quanto ancora ci sarà da rimpolpare con i successivi “riadeguamenti economici contrattuali a partire dal 2008) vi chiederete forse: cosa è stato richiesto in contraccambio in termini di controllo e di sanzionabilità sull’operato della dirigenza. Ma nell’ipotesi di CCNL. del personale dirigente del Comparto Regioni e Autonomie Locali – quadriennio normativo 2006 – 2009, all’art. 3, (recesso per responsabilità dirigenziale), leggiamo la solita solfa :

  • La responsabilità organizzativa particolarmente grave del dirigente, accertata secondo le procedure adottate da ciascun Ente, è correlata:
    •  
      • a) al mancato raggiungimento degli obiettivi particolarmente rilevanti per il conseguimento dei fini istituzionali dell’ente, preventivamente individuati con tale caratteristica nei documenti di programmazione e formalmente assegnati al dirigente.
      • b) ovvero alla inosservanza delle direttive generali per l’attività amministrativa e la gestione, formalmente comunicate al dirigente, i cui contenuti siano espressamente qualificati di interesse rilevante.

Ora, sono anni che si dibatte sull’oscuro concetto giuridico di “responsabilità particolarmente grave†senza venirne a capo. Quante migliaia di euro in danno erariale e patrimoniale, quali disfunzioni organizzative nell’ambito della carente individuazione delle macrostrutture, delle illegittime attribuzioni di incarichi e deleghe di responsabilità , della mancata attivazione del controllo di gestione o di mancata attivazione degli strumenti di valutazione delle performance individuali e collettive ai fini dei compensi accessori o di mancata conformità alle norme, sul buon andamento, imparzialità e trasparenza vanno a configurare questa “responsabilità particolarmente grave�

Perché, allo stato dei fatti ci sembra che nessun Ente si sia dato un gran da fare “per adottare le procedureâ€, né per dare e controllare significativamente gli obiettivi, spesso completamente strampalati, né per far osservare direttive generali “di interesse rilevanteâ€, almeno quelle “rilevanti “ per la cittadinanza.

E qui entra in campo il Ministro Brunetta imponendo il recepimento nel contratto della dirigenza pubblica della nuova normativa prevista dal D.Lgs.150/2009 mediante l’introduzione del codice disciplinare e delle connesse sanzioni . Questo “codice†però merita tutta la vostra attenzione, alterata forse da considerazioni di sordida invidia sociale, per cui lo rimandiamo a una prossima puntuale puntata.

 

Commenti 

 
0 #7 Antigene 2010-03-06 22:18
Ci scusiamo per il ritardo della nostra risposta giustificato dal fatto che dobbiamo barcamenarci con pochi mezzi tra tante incombenze.
Tra i tanti,tutti apprezzabili commenti, il suo lo è ancora di più perchè chiarisce un aspetto importante del nostro approccio sulle problematiche della dirigenza. Non c'è infatti da parte nostra nessuna intenzione di generalizzata colpevolazzazio ne. Comprendiamo l'estrema difficoltà del ruolo e conosciamo esempi di grande competenza e dedizione. Ciò non toglie che i compensi siano troppo spesso ingiustificati rispetto alle prestazioni e che le prestazioni, troppo spesso, confondano il "rapporto fiduciario" con il servilismo e addirittura l'omertà. E' un gran problema che non può essere nè sottociuto nè banalizzato. Sviluppare approfondimenti è per noi degli interessi fondamentali. Lo comunichi, la preghiamo, al suo collega sdegnato. Ci sono di sicuro tante migliori cause sulle quali spendere la sua indignazione.
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0 #6 Un dirigente 2010-02-14 12:12
Sono un dirigente pubblico che vi legge, indirizzato da un collega indignato dai vostri "attacchi". Incuriosito dalla segnalazione ho letto anche i vostri precedenti articoli dedicati al tema e non condivido lo sdegno del mio collega . Infatti come si evince dai testi pubblicati, in correlazione anche ai commenti, non è soltanto l'incidenza economica dei compensi riconosciuti alla dirigenza ( sempre al massimo dei compensi tabellari, di posizione e di risultato)ad essere rilevata, ma anche la mancanza di controllo sulla prestazione e sui risultati . Inoltre concordo con le vostre valutazioni laddove la difficoltà ad attivare i dovuti provvedimenti e sanzioni in rilievo di negligenza, imperizia, incompetenza sostanziale ad emanare l'atto, confusa e duplicata attribuzionne delle deleghe dirigenziali, assommano al danno dell'eventuale ingiusto compenso quello erariale in disservizio.
E' per alcuni di noi motivo di grande sofferenza assistere pressochè impotenti alle tante pressioni e acquiescenze in sostanziale sviamento del nostro ruolo professionale ed istituzionale e vi chiedo di tenerne conto anche se non trova canali di espressione. A titolo personale esprimo comunque il mio apprezzamento per i contenuti del vostro sito con l'auspicio che si possano individuare momenti di iniziative comuni in questa direzione.
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0 #5 giuliano 2010-02-07 20:25
Mi spiegate perchè giornali e televisione non danno mai notizie di questo genere e continuano solo a rompere il cxxx con l'impiegato che si va a prendere il caffè? Ma quanto costa un contratto di questo tipo? Ce lo potevamo permettere con un debito pubblico che mi pare è di 87 miliardi solo di interessi? La sindacalista soddisfatta sarà ancora soddisfatta quando non riusciranno più a pagare gli stipendi e le pensioni dei poveracci non miracolati da questi "accordi"? Io comincio a pensare che questo paese oltre a essere pieno di delinquenti è anche pieno di matti.
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0 #4 Adriana 2010-02-05 09:15
Scommetto una cena (anche se non me la posso permettere) che questi aumenti andranno a fare "statistica". Uscirà fuori che gli stipendi del pubblico impiego sono aumentati al di sopra del costo della vita . La storia del pollo che si mangia uno solo mentre l'altro lo guarda ma che per la statistica risulta diviso in due.Ve la ricordate?
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0 #3 Piero Lecciso 2010-02-05 09:09
Che ne pensate di inviare mail ai nazionali di CGIL CISL e UIL Funzione Pubblica per complmentarci del buon risultato raggiunto dai dirigenti? Contenti loro -contenti tutti
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0 #2 PAOLO 2010-02-03 18:20
Leggo e trasecolo. Il bello è che solo sul vostro sito si leggono queste belle notizie. Vi prego continuate ad informarci su questo bel mondo della pubblica amministrazione almeno cominciamo ad aprire gli occhi se non la bocca.
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+1 #1 Sandra 2010-02-02 19:37
Mio figlio laureato in biologia con i sacrifici di una vita mia e di suo padre è dovuto andare a lavorare all'estero perchè in Italia trovava solo contratti da fame per 700 euro al mese. Da 5 anni si è trasferito in Norvegia dove ha trovato prima una borsa di studio e poi un lavoro. Io sono rimasta qui e lavoro in un Comune medio che è meglio che non dico perchè mi riconoscerebber o facilmente. Quì vedo gente impreparata e solo arrogante, che non capisce niente ma che per conoscenze è riuscita a diventare dirigente. Quando leggo di questi stipendi dati a questi incapaci e penso che mio figlio per lavorare è dovuto andar via mi prende una rabbia e una vergogna. Mi vergogno per questo paese così ingiusto verso i giovani e le persone più capaci. Mi vergogno di essere italiana
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di Lidia Mazzola

Vi sara' capitato, gironzolando per certe citta' e frequentandone gli uffici pubblici, di avvertire un’aria viziata che non si stempera nemmeno aprendo le finestre. Quel non so che di chiuso, di stantio tipico dei posti trascurati se non in abbandono, malgrado la massiccia frequentazione e l‘affannato affaccendarsi. Qualcuno se ne sara' accorto tornando dall’estero e rimarcando la differenza di ossigenazione al suo rientro ...