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Debiti da derivati

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Martedì 23 Marzo 2010 02:18

cicloneAl Comune di Milano rinvii a giudizio per quattro banche e l’ex Direttore Generale.  Al Comune di Roma bocche cucite e rifiuto di accesso agli atti a Federconsumatori e Antigene che ne hanno fatto richiesta da ottobre 2009.

E per il ripiano del debito si vogliono vendere strutture e aree militari di altissimo pregio storico e ambientale.

E’ di questi giorni la notizia stampa del rinvio a giudizio per truffa aggravata ai danni del Comune di Milano di quattro banche e dell’ex Direttore Generale del Comune, Giorgio Porta e un consulente, Mauro Mauri, acquisito come “esperto per la rinegoziazione del debito comunale”.

L’accusa mossa alle banche si riferisce a contratti swap per un valore complessivo di 1,68 miliardi posti in essere per ricontrattare il debito in termini che avrebbero dovuto essere più vantaggiosi per il Comune. In realtà, sostiene il Giudice per le indagini preliminari, i costi di chiusura dei precedenti prestiti e i profitti illeciti allestiti dalle banche come costi di intermediazione o di “commissione”(lievitati fino a 100 milioni di euro ed ora sequestrati), si sono rivelati assolutamente più svantaggiosi per le casse comunali. L’intera operazione sarebbe stata concordata con l’assenso e con il complice silenzio sui profitti illeciti delle Banche dei due dipendenti comunali.

Prendiamo atto della notizia che ci viene evidenziata dalla stampa come “il primo caso in Italia e forse al mondo di un processo penale per truffa ai danni degli enti pubblici commessa da istituti di credito”.

Però, a fronte di queste notizie, comincia ancor di più a preoccuparci il silenzio adottato dal Comune di Roma che sui derivati risulta ben più indebitato del Comune di Milano con la bella cifra di 3, 500 miliardi di euro.

Federconsumatori Nazionale ed Antigene che ad ottobre 2009 avevano presentato richiesta congiunta di accesso agli atti relativi ai contratti swap sottoscritti dal Comune di Roma (richiesta rinnovata a gennaio di quest’anno), si sono visti opporre dal Comune un sostanziale silenzio di tomba.

Si tratta di un fatto inquietante, non solo per il venir meno di quella trasparenza tanto decantata ma nei fatti poco praticata. Quello che inquieta di più in questa vicenda è che il Comune di Roma, ad oggi, non è ancora riuscito ad approvare il bilancio preventivo 2010 dato che ancora mancano all’appello i finanziamenti statali per il ripiano annuale del debito.

"Con il D.L. 2/2010 è stata approvata la cosiddetta “norma salva Roma” il cui debito complessivo è stato calcolato in 9,6 miliardi di euro. " (Fonte: Marsilio)

I commi da 6 a 8 , recanti modifiche alla legge finanziaria 2010 prevedono una modalità del tutto speciale di ripiano di questo enorme debito per cui:

  1. tutte le obbligazioni poste in essere fino al 28 aprile 2008 rientrano in una gestione separata attribuita al Commissario straordinario del Governo;

  2. per l’anno 2010 è disposto un contributo di 600 milioni di euro , i cui 100 milioni per il Comune di Roma e 500 milioni per il piano di rientro dell’indebitamento;

  3. tali finanziamenti saranno resi disponibili mediante l’attribuzione di una corrispondente quota dei fondi comuni di investimento immobiliare promossi d’intesa col Ministero della difesa mediante il trasferimento di immobili non più a uso militare situati nel territorio romano.

Sul Sole 24 ore, pagina di Roma, del 16 dicembre 2009, era stato pubblicato un primo elenco delle caserme dismissibili dell’Esercito a Roma. Si tratta di aree pregiate, comprendenti un centinaio di ettari di strutture militari e di aree verdi collocate alcune al centro storico, altre in zone periferiche della città ad altissima densità abitativa e carenti di parchi e servizi pubblici. Tant’è che queste strutture da anni sono fatte oggetto di richiesta di fruizione e di valorizzazione pubblica da arte degli abitanti dei quartieri e delle loro associazioni. Sembra invece che siano destinate al ripiano di un debito che per il Comune di Roma si proietta fino al 2048.

A fronte di procedure così anomale, che rischiano di penalizzare i cittadini sottraendo nello stesso tempo risorse finanziarie e pubblici servizi, la nostra richiesta di accesso agli atti diventa ancora più pressante. Siamo certi che questi contratti, al contrario di quelli del Comune di Milano siano stati stipulati con la più grande perizia e cautela. Anche perché i contratti swap del Comune di Roma, furono sottoscritti con la consulenza di Fabrizio Ghisellini autorevole dirigente del Ministero delle Finanze, prestato per l’occasione al comune capitale.

Ma allora, perché Il Comune di Roma non fornisce risposta alla nostra richiesta di accesso agli atti?

Le nostre Associazioni, nell’ambito delle finalità istituzionali indirizzate alla tutela dei cittadini ed in relazione alle vigenti disposizioni normative relative alla trasparenza dell’attività amministrativa ed all’accessibilità degli atti delle Amministrazioni, hanno pieno di diritto di accedere a queste informazioni che altri Comuni hanno fornito senza opporre né silenzio né rifiuto. Ci risulta infatti, per fare soltanto un esempio, che dei propri contratti swap il Comune di Venezia non abbia fatto mistero, tanto da aver pubblicato le informazioni relative ad essi sul suo sito internet. Ci risulta anche, che, come il Comune di Milano, la Regione Puglia e molti altri Comuni italiani stiano cercando di correre ai ripari per difendere i loro bilanci disastrati da contratti che per molti si stanno rivelando come vere e proprie bombe in grado di dissestare i pubblici bilanci per decenni. Perché su questi contratti gli Enti locali si comportano in modo così diverso fra loro?

Sembra poi che al riguardo ci sia da registrare un certo nervosismo anche in sede E.U. Di recente il Commissario agli Affari economici e monetari Rehn rilevava la necessità “di far luce su tutte le operazioni swap, non solo di quelle greche” per cercare di capire se i derivati siano stati costruiti in modo da offuscare il reale stato dei conti pubblici oppure no. Sarebbe necessario capire tutto ciò meglio ed al più presto per non rischiare di accorgersi troppo tardi dello stato reale dei conti pubblici.

Cominci il Comune di Roma a dirci una buna volta, in maniera chiara , quali costi stanno pagando i cittadini in termini di tagli di bilancio per servizi ed infrastrutture o i contribuenti per “il piano di rientro dal debito”. Ci garantisca l’immediato accesso agli atti senza costringerci a ricorrere alla Magistratura ed alle Autorità amministrative di controllo per conoscere quello che dovrebbe essere da tempo di pubblico dominio.

Commenti
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Luisa   |12-05-2010 09:36:12
Scusate ma i concorsi banditi qualche mese fa in campagna elettorale se li sono mangiati i debiti?
bABA79  - DERIVA..TI   |05-05-2010 09:18:21
Non c'è niente di TRASPARENTE in tutta questa storia dei derivati perciò non mi meraviglia che non vogliono rendere pubblici gli atti. L'unica cosa chiara, io temo che saranno i conti da farci pagare. Spero che la Grecia non sia il nostro futuro...ma....c'è poco da star tranquilli e non solo i romani
Lorepaz   |29-04-2010 23:29:46
Sto leggendo i giornali e quello che scrivono sulla corruzione e sull'inefficienza della Grecia su tutti i conti truccati del debito pubblico che l'hanno portata al dissesto e tremo perchè mi sembra che parlino dell'Italia. Ma da noi le cose vanno meglio. Intanto alle Asl di Napoli oggi non hanno pagato gli stipendi.
Enrico  - FUORI GLI ATTI SUL DEBITO   |08-04-2010 10:48:40
Quello che sta succedendo alla Grecia con il disavanzo del debito pubblico finanziato con i derivati mi fa paura perchè sono convinto che anche qui da noi le cose non stanno messe mica tanto bene.
Purtroppo si conta sull'ignoranza e sulla disinformazione della gente che di queste cose non ne sa niente . Per me fate bene a insistere per farvi dare gli atti dal Comune di Roma . Andate avanti con l'informazione perchè queste sono cose che tutti devono sapere
Bobo  - Fatemi capire   |01-04-2010 21:01:25
MA vi pare il caso di mettere su sempre il derby tra chi sta a destra e chi sta a sinistra ? A parere mio qui gli elettori di Alemanno o di veltroni come dice bene questa associazione pagano tutti il conto perchè se mancano i soldi per i servizi o per la manutenzione delle strade delle scuole o se dovranno aumentare le tariffe il conto lo paghiamo noi e non i sindaci. Le bollette non guardano nè a destra nè sinistra mi pare . La vendita delle caserme è un buon affare per tutti o solo per pochi? e risolve il problema del debito?E quanti soldi restano per Roma? Questo vorrei capire.Il derby me lo vedo allo stadio.
Anonimo   |31-03-2010 20:50:21
Però se non sbaglio da due anni c'è Alemanno e gli atti sui debiti mi pare di capire che se li tiene stretti e molla invece le caserme. A capoccè come te lo spieghi?
Capoccetta   |31-03-2010 20:41:09
Se non c'hai il parkinson te lo ricordi che al tempo del giubileo c'era Rutelli e dopo c'è stato veltroni. Vajelo un pò a chiedere aloro che fine ha fatto il malloppo.
Anonimo  - roma ostiense - e io pago   |31-03-2010 16:36:50
Se non fossimo affetti da Parkinson potremmo ricordare che negli anni precedenti Roma ha avuto i fondi per il Giubileo e i fondi per Roma Capitale. Per lavoro prendo spesso treni che partono dalla stazione ostiense dove c'è davanti un terminal costruito con i soldi mi pare del Giubileo. E' una struttura bella grossa che non so quanto ci è costata ma come si dice a Roma certamente non s' è pagata con i bruscolini. Non l'ho visto mai funzionante[/size]. Se si sono indebitati per regalarci questo monumenti ai caduti complimenti agli amministratori.Ma dove stanno e a che servono le opere che dovrebbero essere costate 10 miliardi di euro?!!!!!
[size=large]Roma è ridotta a uno straccio e io sono incazzato nero a sentire che adesso ci sono tutti sti buffi da farci
pagare.
Alessandro - studente fuorised  - fateci alloggi per gli studenti!   |30-03-2010 17:16:47
Sono solo uno studente universitario fuorisede e non pretendo di dare lezioni al sindaco di Roma. Lo informo però che da tre anni io ed altri tre ragazzi di Barletta iscritti alla facoltà di igegneria paghiamo 400 euro a testa per un appartamento di 70 metri quadri in periferia . Il nostro affittacamere si presenta tutti mesi per arraffare al nero 1.600 euro. Se il sindaco affittasse le caserme come alloggi per gli studenti, senza vendere il patrimonio pubblico potrebbe "fare cassa" e magari affittarci alloggi più decenti, meglio collegati a minor costo e farebbe anche lotta contro l'evasione fiscale. Lo sa il sindaco quanta gente evade le tasse affittando al nero le stanze a noi studenti? Lo sa quanti sacrifici dobbiamo fare noi e le noestre famiglie per poter studiare?
Potrebbe impegnare i suoi tecnici ad approfondire un progetto di questo tipo?
Bella addormentata   |30-03-2010 12:37:33
E certo che se le barche si governano buttando in pasto agli squali il
patrimonio pubblico non c'è bisogno di essere tanto capaci. Basta disfarsi dei perchi e dei palazzi del centro storico come stanno facendo ormai da anni. Ma com'è che più vendono più il debito sale. Ma come funzionano queste finanze pubbliche? Qualcuno me lo sa spiegare in parole povere?
Roberto  - auguri Renata!   |30-03-2010 11:53:25
Non vi sarà sfuggito che passano di mano
le regioni più indebitate. Il Lazio è fra queste e a parte lo scandalo Marrazzo ha anche il debito pubblico più elevato per la sanità. Un bel banco di prova per la neo eletta Polverini alla quale faccio i miei auguri. Ne ha bisogno perchè il difficile non è solo farsi eleggere ma riuscire a governare davvero la barca della sanità che fa acqua da tutte le parti.
Luciano Lipparini  - Firmiamo tutti   |28-03-2010 23:52:51
Sono cifre da brivido ed è comprensibile che il sindaco Alemanno non vuole che se ne parli specialmente sotto elezioni ma come hanno rilevato anche altri qui sul forum aspettiamoci il conto non solo a Roma e non solo con le caserme. Scommettiamo che appena passate le elezioni si comincerà a parlare di aumentare tasse e tributi?
Comunque se non vi danno gli atti, organizziamo la raccolta delle firme anche tra i cittadini che devono essere più informati su queste faccende. Io la mia firma la metto subito
Giuseppe  - Dopo "l'urna"   |28-03-2010 21:13:24
Sono andato a votare per le elezioni regionali. Ho fatto il mio dovere di cittadino come ho sempre fatto. Quando sono uscito dalla cabina elettorale avevo in testa questa vostra notizia sui debiti del Comune. Pensavo che anche nella Regione Lazio c'è un debito enorme sulla sanità. Messi insieme fanno una montagna di debiti che non so come ci si è arrivati a tanto nè come si esce da bilanci tanto dissestati. Come consolazione ci si dice "potete sempre cambiare i politici con le elezioni".
Sarà vero ma cambia cambia io ho l'impressione che il modo di amministrare -male- rimane . Mi piacerebbe che su questo sito si aprisse uno spazio di discussione su questo tema e che tanti cittadini come me dicessero la loro.
Giada - Roma   |28-03-2010 11:35:42
stop alla vendita del nostro patrimonio storico e ambientale!
Vittorio Quintavalle  - l'eterno mattone   |28-03-2010 10:10:10
Avete notato che quasi non vengono date le notizie sul rischio di bancarotta della Grecia e sui mal di pancia della U.E. a rifininziarne il debito pubblico?
Per l'Italia si sono precipitati a fornire cifre rassicuranti eppure la caduta del PIL, la crisi dei settori produttivi e quella conseguente del terziario, la disoccupazione crescente e l'altissimo indebitamento pubblico che anche voi rilevate sono tutti fattori di prevedibile dissesto. Se la ricetta trovata dal Ministro Tremonti è quella solita: svendita del patrimonio pubblico ai soliti noti siamo messi male. e la domanda è: ma chi comprerà ancora mattoni , questa volta in formato caserme? Ma il sindaco Alemanno non ha niente da dire?
mary  - chi sbaglia paghi!   |27-03-2010 23:38:12
adesso basta! non vedo perchè ci dobbiamo rimettere noi .Pagassero gli amministratori delle banche che hanno venduto aria fritta e anche chi l'aria fritta l'ha acquistata.perchè il comune di Roma non si rifiuta ? dopo che si sono venduti anche fontana di trevi come Totò che si vendono ? chi ci guadagna ? I soliti "costruttori " i soliti "banchieri "? ma iniziamo tutti ha farla fuori dal vaso.
Un commerciante romano   |26-03-2010 18:06:57
Anche io sono pieno di debiti e non ce la faccio più a reggere un'attività che risale agli sforzi di due generazioni e che oltre a mantenere la mia famiglia da da mangiare ad altre quattro. Io sto andando al manicomio per reggere in condizioni di mercato ormai impossibili. Non ho mai sperperato soldi conoscendo la fatica di farli. Adesso sono in grande difficoltà ma SONO SICURO CHE NESSUNO MI OFFRIRA' NON DICO UNA CASERMA MA NEMMENO UNA GARITTA PER NON ANDARE A GAMBE ALL'ARIA. Eppure, anche io, a modo mio sono parte di questo comune.
Alessio Spezzani   |26-03-2010 12:49:53
Anch'io ho l'impressione che tutta questa storia dei derivati sia tenuta sotto silenziatore per non farci capire su quale bomba stiamo seduti. Ho cercato inutilmente notizie su dati certi ma le cifre ballano e non sono riuscito a farmi un'idea chiara dell'indebitamento delle amministrazioni pubbliche e dei rischi connessi al meccanismo dei derivati. Perciò, a mio parere , la vostra richiesta di accesso agli mi pare più che giustificata . Anzi , ancora più che giustificata vista la resistenza del Comune di Roma a rendere di pubblico dominio questa situazione di enorme indebitamento. Probabilmente , per essere arrivati a queste iperboliche cifre, ci sono delle giustificazioni nelle difficoltà incontrate dai Comuni a gestite con poche risorse servizi onerosi. Quindi non mi associo a un facile scandalismo. Vero è che dovremmo essere messi in grado di capire cosa sta succedendo nei bilanci pubblici dato che il rischio di default non può essere messo sotto il tappeto o coperto con la dismissione dell'intero patrimonio pubblico , rimedio, forse peggiore del male.
UNA MADRE DI FAMIGLIA   |25-03-2010 14:59:36
Sono romana e contribuente con Tarsu, ACEA, pago i biglietti di una metro vergognosa e il servizio mensa per la scuola materna di mio figlio, più 900 euro di affitto mensili, più le contravvenzioni che ho sempre pagato, più il contributo IRPEF del 35% su una busta paga di 1.300 EURO MENSILI. Se il comune è inedebitato per 9 miliardi di euro non è per colpa mia nè di quelli come me che continuano a pagare per servizi pubblici minimi e sempre più gravati da tiket. Siamo arrivati al punto che devo portare anche la carta igienica a scuola per l'altro mio figlio perchè la scuola pubblica non ha soldi per comprarla. Ora io mi chiedo dov'è l'imbroglio perchè noi continuiamo a pagare sempre di più perc avere sempre di meno e i debiti aumentano fino a queste cifre spropositate. Io per far quadrare i conti sto attenta al centesimo e non ci dormo la notte.Chi amministra soldi pubblici si comporta come me? Ho paura di no
totti   |23-03-2010 20:45:08
A ragà pensavo di essre solo io nella merda fino al collo e invece c'è TUTTA ROMA
bella addormentata   |23-03-2010 19:06:32
Scusatemi sarò scema ma io non capisco proprio come si fa a fare nove miliardi di debiti in un solo comune. Ma hanno ripulito e lucidato Roma, hanno comprato le case popolari, hanno costruito 20 metropolitane e rimesso a posto tutte le strade? A me mi pare tutto rotto, sporco, sfasciato e pieno pure di debiti. Le cose sono due: o io sono scema o qui davvero ci stanno fregando pure il cupolone
Luigino  - a pensar male è peccato...ma vuoi vedere che ho ra   |23-03-2010 16:44:26
Alemanno non sta comprando alloggi per gli sfrattati? Da una parte compra roba scadente e dall'altra vende roba di pregio ( vedremo a quali prezzi e a chi). Chi ci guadagna e chi ci perde secondo voi?
Carmela   |23-03-2010 16:22:14
accesso agli attiaccesso agli attiaccesso agli attiaccesso agli attiaccesso agli attiaccesso agli attiaccesso agli attiaccesso agli atti
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VOGLIAMO SAPERE QUELLO CHE COMBINATE CON I NOSTRI SOLDI
Giorgio Rispoli   |23-03-2010 13:00:14
:Siamo indebitati fino al 2048 per quasi 10 miliardi di euro? [/size]
Ma allora dopo le caserme questi si venderanno pure il colosseo!
Altro che ROMA CAPITALE questa è ROMA DEBITI
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di Lidia Mazzola

Vi sara' capitato, gironzolando per certe citta' e frequentandone gli uffici pubblici, di avvertire un’aria viziata che non si stempera nemmeno aprendo le finestre. Quel non so che di chiuso, di stantio tipico dei posti trascurati se non in abbandono, malgrado la massiccia frequentazione e l‘affannato affaccendarsi. Qualcuno se ne sara' accorto tornando dall’estero e rimarcando la differenza di ossigenazione al suo rientro ...