Pubblica Amministrazione Riforma P.A. Cosa cambia e cosa resta con la legge n. 15/2009
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Cosa cambia e cosa resta con la legge n. 15/2009

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Lunedì 02 Marzo 2009 23:58

Dobbiamo  capire cosa   sta proponendo di fare il Ministro Brunetta  per riportare ad un livello di decenza una pubblica amministrazione tra le più costose e disastrate dell’occidente.

Il testo di legge dispone su :

  • modifica dell’art. 2, comma 2 del D.lgs. 165 in materia di derogabilità delle disposizioni applicabili solo ai dipendenti pubblici
  • ridefinizione dei principi e criteri della contrattazione collettiva e integrativa
  • funzionalità delle amministrazioni pubbliche
  • principi e criteri in materia di valutazione delle strutture e del personale delle P.A.
  • class action
  • trasparenza
  • merito e premialità
  • dirigenza pubblica
  • sanzioni e responsabilità dei dipendenti pubblici
  • norma interpretativa in materia di vicedirigenza
  • CNEL
  • Corte dei Conti

 

Le materie sono davvero tante e destinate a modificare, entro nove mesi, con uno o più decreti legislativi, l’attuale assetto normativo dettato dal D.lgs. 165/2001.

Tra nove mesi, quindi, dovremmo assistere al parto della nuova creatura: una pubblica amministrazione finalmente risanata da quelle patologie da ultimo isolate nella tossina dei “fannulloni”.

Al momento sono individuate le linee guida per “ l’ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e per l’efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni” ed è sul merito dei criteri di massima individuati dal disegno di legge che esprimiamo alcune, prime valutazioni.

Cominciamo col dire che condividiamo col Ministro Brunetta la necessità di dare piena, concreta e indifferibile attuazione agli strumenti previsti da più anni e che ancora aspettano la loro attuazione :

  • piena contrattualizzazione del rapporto di lavoro pubblico con “convergenza degli assetti regolativi del lavoro pubblico con quello privato” da ricondurre, riteniamo, alle fonti normative del codice civile;
  • minore ritualità, maggior definizione degli ambiti, e speriamo, maggiore incisività nelle materie di contrattazione;
  • obbligatorietà dei sistemi di valutazione del personale, delle strutture amministrative e dei servizi in base ad indicatori oggettivi ed omogenei sul territorio nazionale da affidare a nuclei specializzati e, speriamo autonomi, di valutatori;
  • estensione della valutazione a tutto il personale dipendente, speriamo dirigenza compresa ;
  • monitoraggio pubblicizzato degli obiettivi prefissati dalla pubbliche amministrazioni e del loro livello di raggiungimento da classificare tra gli indicatori di maggior peso per la valutazione delle prestazioni del personale pubblico, speriamo, a partire dalla dirigenza;
  • individuazione delle responsabilità connesse al mancato raggiungimento dei risultati, alla disorganizzazione aziendale, a livelli insufficienti di erogazione di standard di servizi, a sprechi delle risorse in comparazione e su segnalazione dei cittadini / utenti e delle loro associazioni;
  • speriamo, individuazione delle sanzioni rapportate ai diversi livelli di responsabilità connessa ed alla gravità del danno arrecato, anche in relazione alle necessarie forme di risarcimento addebitabili;
  • obbligata definizione degli standard e della carte dei servizi e coinvolgimento dei cittadini utenti e delle loro associazioni sul loro rispetto;
  • massima trasparenza nella pubblicazione di tutti i dati in organizzazione, spesa, rendimento, in confrontabilità tra amministrazioni e gruppi omogenei di funzioni;
  • maggiore tutela degli interessi legittimi compromessi dalla violazione, ritardo omissione degli obblighi procedimentali delle P.A.
  • emersione delle professionalità, degli incarichi attribuiti, delle capacità e dei meriti dei pubblici dipendenti da ricondurre, speriamo, a criteri imparziali e trasparenti di valutazione, selezione, riparametrazione, retribuzione e percorsi di carriera, nonché a coerenza di organizzazione, di programmazione, definizione delle piante organiche ;
  • adeguate risorse finanziarie per la valorizzazione del lavoro, speriamo, in riconoscimento della professionalità documentata o acquisita, della maggiore produttività e delle comprovate capacità in innovazione, razionalizzazione e risparmio di spesa, in relazione anche a un più incisivo ruolo della contrattazione decentrata.
  • maggiore incisività dei controlli delle Corte dei Conti.

 

Questo è il pacchetto delle speranze di rinnovamento auspicato e condiviso finora con le tante affermazioni del Ministro Brunetta. Ma quello che esprime il Disegno di legge n. 487-B sembra altra cosa.

Restano le opzioni relative al sistema delle valutazioni, alla maggiore trasparenza, al coinvolgimento dell’utenza sul controllo dell’operato, ma monchi, disarticolati; al momento non si sa dove poggiarli. Nel merito, e per estrema sintesi:

 

1. Contrattazione:

a) Se il rapporto di lavoro pubblico contrattualizzato deve omologarsi a quello privato, “ la determinazione dei diritti e delle obbligazioni pertinenti al rapporto di lavoro ” va riportata interamente alle norme del codice civile, riservando alla contrattazione nazionale fondamentalmente la definizione degli ordinamenti professionali e dei relativi livelli retributivi. A quella decentrata, nel rispetto dei poteri datoriali, va affidato quel controllo sulle conseguenze professionali ed economiche delle scelte organizzative e di affidamento di funzioni ai diversi livelli contrattuali, che finora non sembra gran che esercitato.

b) Il continuo aumento della spesa per il funzionamento della P.A., è da ricondurre in maggior misura: ad incrementi della spesa corrente per costi dovuti al massiccio ricorso agli incarichi esterni per collaborazioni e consulenze, ai maggiori oneri per i contratti della dirigenza, ai consistenti costi delle rappresentanze politiche, agli incrementi di spesa relativi agli appalti di forniture per beni e servizi, mentre i costi per il personale dipendente per le ridotte retribuzioni dei lavoratori in outsourcing, per la consistente riduzione degli organici dovuta al blocco del turn over, per i ridotti aumenti delle retribuzioni nelle diverse tornate contrattuali, registrano da anni un trend in discesa. Per cui non sembra apprezzabile la minaccia di sventolare come unico indicatore di eventuale “spreco” di pubbliche risorse l’impatto economico dei rinnovi contrattuali di tale personale. Assunto anche il dato che le loro retribuzioni si attestano su una percentuale massiccia di livelli retributivi medio/bassi, e senz’altro tra i più bassi a livello europeo.

2.Valutazione

Condividendo la pressante necessità di un ‘ efficace sistema di valutazione per la verifica delle strutture e del personale delle pubbliche amministrazioni, ci si chiede perché si insista nell’ affidare ai sindaci e ai presidenti delle province la nomina dei nuclei di valutazione nella persistenza del criterio di autocontrollo del controllato. Non è stato un criterio apprezzabile in tutti questi anni e non sembra sufficiente a giustificarlo l’eventuale coinvolgimento episodico e successivo delle Associazioni del Consiglio Nazionale dei consumatori ed utenti, né l’ampliamento di eventuali controlli ispettivi. Se si vuole davvero “ assicurare la piena indipendenza e autonomia del processo di valutazione” questo deve poggiare necessariamente su strutture autonome ed esterne all’amministrazione da valutare.

3. Class action

Non si comprende perché, dopo tanti rinvii si arrivi a proporre la class action depurata dal possibile risarcimento del danno prodotto. La pretesa di disattendere per legge all’obbligo dettato dall’articolo 2043 del codice civile non può trovare giustificazione nel rilievo dei possibili oneri conseguenti. Semmai è proprio l’elemento obbligato della risarcibilità a dover produrre la dissuasione da un pubblico operato in danno agli interessi legittimi dei cittadini amministrati e contribuenti. Così com’è posta dal disegno di legge, l’azione collettiva rischia il completo svuotamento della sua funzione.

4.Dirigenza

Fatte salve le prerogative del privato datore di lavoro e le conseguenti funzioni e responsabilità che ne derivano, nella elementare constatazione che, a differenza del “privato datore di lavoro” sulla dirigenza pubblica non agisce come deterrente all’inefficienza e all’incompetenza il rischiare “in proprio”, non si comprende perché la valutazione sull’operato delle pubbliche amministrazioni e del suo personale non debba riflettersi sulle sanzioni (dal divieto di erogazione del compenso di risultato, alla decadenza dall’incarico, fino al licenziamento, nei casi più estremi ) da adottare anche nei confronti di dirigenti i cui indicatori in efficienza,economicità, trasparenza, imparzialità, adeguato utlizzo delle risorse umane, strumentali e finanziarie, risultassero per la gestione di loro competenza, al di sotto di uno standard minimo definito. La persistenza del criterio del raggiungimento degli obiettivi come unico parametro di valutazione della dirigenza, tardivo, avulso da quei più generali, imparziali ed analitici indicatori di valutazione pregiudica la finalità dell’intero sistema di valutazione che non può limitarsi a un generico rilievo delle eventuali, gravi disfunzioni senza le necessarie individuazioni delle responsabilità e delle connesse sanzioni o degli eventuali riconoscimenti in eccellenza di risultati.

5. Vicedirigenza, merito e premialità

Assunto dallo stesso Ministro alla Pubblica Amministrazione e Innovazione il fatto che tra i pubblici dipendenti non si annidano solo “fannulloni"; che, troppo spesso, per incapacità o incuria nel guidare i difficili processi di innovazione e riorganizzazione di interi comparti della P.A., amministratori e sindacati non sono stati in grado di definire adeguatamente gli assetti organizzativi, i profili professionali e le dotazioni organiche, né di utilizzare, valorizzare e responsabilizzare adeguatamente la categoria dei “quadri” né le altre competenze e professionalità ; che si sta assistendo, specie negli Enti Locali, ad un generalizzato stravolgimento delle posizioni organizzative, declinate in illecita vicedirigenza; che il criterio di valorizzazione “gerarchica” contribuisce soltanto a deprivare la P.A. di figure professionali qualificate, mirate ed innovative; che c’è da riconoscere una diversa dignità professionale e retributiva da tempo negata non solo a singoli soggetti ma ad interi settori; che in questi anni i pubblici dipendenti, specie negli Enti locali, hanno visto ampliarsi e innovarsi procedimenti, competenze, attività, con necessità di qualificazione e aggiornamento continuo per le funzioni loro assegnate; che si è andata ampliando, nel potere discrezionale della dirigenza e nella diversità di profili professionali e di competenze economiche accessorie attribuiti con contrattazione decentrata, una illecita zona grigia quanto a differenziati criteri certi di selezione, riconoscimento economico delle funzioni attribuite, disomogeneità di trattamento economico a parità di funzioni, mancata riparametrazione nei dovuti profili professionali e categorie contrattuali, ecc...

A fronte di questa caotica situazione :

  • rimandare senza ulteriori valutazioni la possibilità di istituire la “vicedirigenza”ai contratti di comparto;
  • “ stabilire percentuali minime di risorse da destinare al merito e alla produttività” lascia intravedere una preoccupante povertà di analisi delle disperate condizioni professionali in cui versano larghi settori del lavoro pubblico e con esse le capacità operative delle pubbliche amministrazioni.

 

Cercheremo, per quanto possibile di rappresentarli con le informazioni in nostro possesso e con le iniziative specifiche attivate dall’associazione, nel tentativo di contribuire ad un analisi di merito in grado di cogliere la reale portata dei problemi connessi.

 

 

 

 

Commenti 

 
0 #10 Office 2010 2011-07-02 11:17
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0 #9 Piero Donati 2009-06-10 08:10
HO seguito con molta attenzione e fiducia l'esordio del Ministro Brunetta ritenendo che su molti punti avesse ragione e in particolare sulle esigenze di trasparenza e di combattere l'assenteismo innegabile del settore pubblico. Pur avendo raggiunto dei risultati su questo secondo punto, concordo con voi che si è ancora ben lontani dall'affrontare i veri nodi. L'intreccio tra politica, affarismo e burocrazia che sta alla base delle tante disfunzioni da voi evidenziate anche con le vicende "esattori" e "derivati" è ben lungi dall'essere intaccato e dubito che il Ministro possa farci molto. Perchè non gli inviate una lettera che argomenti sui temi che state affrontando? Sarebbe interessante vedere se e cosa risponde.
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0 #8 Mauro 2009-05-18 20:28
E per cos'altro credi che si candidino tanti nobili cavalieri? La stragrande maggioranza solo per arraffare previlegi alle spalle di chi deve lavorare per quattro soldi , pagare le tasse anche per tutti gli evasori, votarli e starsene zitti. Che se ci provi a fiatare sei un provocatore antidemocratico . Cara Laura se non cominciamo a reagire è inutile lamentarsi. Lo dico anche per me e per tanti come me che parlano ma alla fine non muovono un dito.
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0 #7 laura 2009-05-07 19:45
Tanto per cominciare, perchè ai candidati che richiedono i certificati di iscrizione nelle liste elettorali e vengono in Anagrafe a farsi autenticare le firme per le loro nobili candidature, dobbiamo fare tutto in esenzione totale da bolli e diritti?
E' antieducativo, secondo me... e rappresenta un incentivo a far loro credere che con la politica si comincia a "guadagnarci su" qualcosa, ancor prima d'essere eletti..... o no!!!???
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+1 #6 Roberto 2009-03-28 15:58
Se davvero volessero cambiare la pubblica amministrazione dovrebbero cominciare proprio da tutti gli amministratori ( di nomina politica , di destra e di sinistra ) che da sempre saccheggiano le finanze pubbliche. Se volessero davvero controllare ne avrebbero tutti poteri. Se non lo fanno è perchè ......tanto difficile da capire perchè ? Davvero non lo capisci, Brunetta? ( Un tuo pensioroso elettore)
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+1 #5 Guest 2009-03-10 20:10
vOLETE VEDERE CHE TRA QUALCHE MESE, SE LE COSE CONTINUANO COSì OLTRE CHE SULLE PENSIONI COMINCERANNO A FARE QUALCHE PENSIERINO ANCHE SUI NOSTRI STIPENDI? COMINCERANNO A DIRE CHE NOI, I PREVILEGIATI, GLI SCANSAFATICHE STIAMO MANGIANDO SULLE SPALLE DEI DISOCCUPATI. nOI, NON I DIRETTORI O I TANTI "NOMINATI" NEI CONSIGLI D'AMMINISTRAZIONE DELLE AZIENDE PUBBLICHE, QUELLI CHE SE DATE UN'OCCHIATA SUL SITO DELLA CORTE DEI CONTI , VIAGGIANO A MILIONI DI EURO IN DANNO ALLA P.A. SENZA SBORSARE UNA LIRA, ANZI ASSOMMANDO IL "DANNO" AGLI STIPENDI. NON SE NE DICE NIENTE E BISOGNA CHE NON SE NE DICA NIENTE, ALTRIMENTI COME FANNO A GIUSTIFICARE IL DEBITO PUBBLICO?
MA QUALE TRASPARENZA! QUALE CONTROLLO? QUIì C'E' SEMPRE PIù NEBBIA.
ANTIGENE, COMINCIA A PUBBLICARE QUALCHE DATO DELLA CORTE DEI CONTI PER FAR
CAPIRE DOVE VANNO A FINIRE LE "PUBBLICHE RISORSE"!
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0 #4 una delle tante 2009-03-09 21:30
c'è in Brunetta una sorta di caccia alle streghe,fra un pò verranno ripristinati i tribunali d'ìnquisizione e le prime a pagare saranno le donne.quelle che quando hanno i figli fanno i salti mortali per combinare lavoro e famiglia ,asili nido solo per pochi eletti per qualcuno più poveraccio di un dipendente pubblico o per qualcuno che magari fa finta di essere povero.la pubblica amministrazione non è fatta solo di gente che non fa nulla,ma da tanta gente che lavora che per non bloccare il servizio al cittadino si porta da casa tastiere ,mouse,telefoni s'improvvisa tecnico di stampanti e computers .si faccia un giro ministro Brunetta nei municipi di roma capitale ...è un'invito.dimenticavo lo stipendio di un impiegato c5 è di 1200.00 euro il suo ?
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+1 #3 Guest 2009-03-07 09:18
Da qualche settimana è arrivato il mio nuovo dirigente.E' d i nova nomina e prima "lavorava" presso un altro ente. Non conosce NIENTE dei provedimenti e delle materie che dovrebbe dirgere. In un ufficio non c'è mai, però lascia il telefono staccato. Se la linea è occupata significa che è "occupato " pure lui. I risultati?
calcoliamoli sulla bolletta telefonica. E questo qui dovrebbe controllare il mio lavoro caro Brunetta?
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+1 #2 Un utente 2009-03-06 19:44
qualche giorno fa sono andato al pronto soccorso per mio figlio che non sta mai fermo e si era fatto male per fortuna niente di grave.Ho dovuto aspettare un po per la visita e guardadomi in giro con tutta lagente che c'era mi sono immaginato al posto di chi ci lavora tutti i giorni. non so come fanno a tenere il ritmo. Ho ripensato a questa storia dei fannulloni di brunetta e mi sono detto che ci saranno pure però ci sono tanti che lavorano come muli nel pubblico e per loro non si dice mai niente. Ecco credo che anche questo non è giusto. Volevo dirlo. tutto qua.
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0 #1 Giulio RIBACCHI 2009-03-03 20:01
I Colleghi mi hanno parlato oggi del vostro sito.Complimenti! Non pensavo di trovare tante idee e tanti spunti interessanti. Devo dire che il vostro modo di approfondire problemi di cui tutti straparlano senza sapere bene di che è davvero ....quello che ci vuole. Ci devo pensare su ma mi sembra la strada giusta. A presto
Giulio
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di Lidia Mazzola

Vi sara' capitato, gironzolando per certe citta' e frequentandone gli uffici pubblici, di avvertire un’aria viziata che non si stempera nemmeno aprendo le finestre. Quel non so che di chiuso, di stantio tipico dei posti trascurati se non in abbandono, malgrado la massiccia frequentazione e l‘affannato affaccendarsi. Qualcuno se ne sara' accorto tornando dall’estero e rimarcando la differenza di ossigenazione al suo rientro ...