Comune di Roma: Professionalità in svendita |
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| Domenica 14 Giugno 2009 19:36 |
Antigene e RdB hanno avviato un percorso comune per una radicale revisione dell’attuale assetto delle professionalità e per l’attuazione delle norme sulla trasparenza. Il documento redatto da Antigene e presentato all’Assemblea dei dipendenti di categoria D svoltasi a Roma l’11 giugno, comincia ad individuare le concrete iniziative sulle quali promuovere il confronto con tutti gli interessati. A ben guardare i dati ISTAT si scopre che , contrariamente a quanto sostiene Brunetta, le retribuzioni dei dipendenti pubblici, soprattutto per le categorie C e D risultano essere di 30 punti sotto quelle degli impiegati delle grandi imprese industriali e di 17 punti sotto quelli delle grandi imprese dei servizi.
Il tiro al ribasso, accentuatosi con l’ultima stipula del CCNL chiuso sui 63 euro medi lordi, ha inizio col processo di privatizzazione del lavoro pubblico e col nuovo sistema di classificazione del personale Enti Locali CCNL/99.
Da allora:
• solo nel comparto Enti Locali si rinuncia a definire con contratto nazionale le figure professionali, rimandandole all’autonomia organizzativa dei singoli comuni;
• con le esternalizzazioni di molti servizi la categoria A (operai) viene completamente assorbita dalle imprese private con drastico abbassamento dei livelli retributivi, contributivi e di tutela generale del lavoro;
• inizia il blocco del turn over tra pensionamenti ed assunzioni;
• con gli incarichi esterni, glissando i concorsi, si attua una massiccia politica di clientelismo e al tempo spesso di svilimento delle professionalità interne;
• i comuni omettono di analizzare le competenze progressivamente attribuite nei diversi settori inquadrati nella categoria C e D malgrado i corsi di qualificazione , la formazione informatica, le metodologie innovative esperite e le rilevanti deleghe di ulteriori funzioni passate dallo Stato agli Enti Locali che vengono compensate solo alla dirigenza, retroattivamente col CCNL/06;
• nonostante la clausola contrattuale delle funzioni equivalenti, nell’ambito della categoria D si crea una figura per niente “equivalente”: la P.O.;
• malgrado la P.O. nei Comuni dotati di dirigenza dovrebbe essere impiegata per il raggiungimento dei risultati su obiettivi di programmazione annuale, diventa il collettore di deleghe dirigenziali in responsabilità di procedimento, in non meglio precisato “coordinamento di area “, in sovraordinamento che non corrispondono né al suo istituto contrattuale né alle norme sulle modalità legittime di delega delle funzioni dirigenziali.
• tali deleghe ricadono nella assoluta discrezionalità dirigenziale;
• nel silenzio generale della maggior parte dei sindacati, le P.O. vengono illegittimamente e progressivamente impiegate come figure “paradirigenziali”, in sostanziale delegittimazione di tutto il restante personale che comunque è chiamato a svolgere mansioni e competenze delle cui titolarità e compenso è espropriato.
• In tal modo, misconoscendo le reali professionalità di tutti gli altri e creando l’inutile feticcio delle P.O, invece della giuste retribuzioni per tutti, si compensa solo qualcuno e si crea quel giusto clima di competizione interna così utile a disattivare ogni dissenso.
• In sintesi : le professionalità, anche di grande valore specialistico ( di ingresso o acquisite) sono travolte da una pura nomenclatura gerarchica che non risponde più a nessuna norma contrattuale, né di diritto civilistico, né a nessuna attività chiara, esigibile, controllabile, valutabile, né a compensi giustificabili.
Come reagire al saldo del nostro lavoro: 1. Rispondere alla campagna brunettiana con i dati reali e disaggregati su: chi fa che cosa e come viene retribuito a cominciare dai compensi degli amministratori delle società pubbliche e compartecipate, della dirigenza, dei consulenti e via, via a scendere. 2. Esigere, in coerenza con la tanto reclamizzata trasparenza, la puntuale ottemperanza alla pubblicazione di tutti i compensi su tutte le voci che vanno ad integrarli, degli obiettivi posti, del loro grado di raggiungimento.
3. Rilevare l’illegittimità dell’istituto delle P.O così come viene attribuito nei Comuni dotati di dirigenza chiedendone l’immediata revoca.
4. Attivare generalizzati contenziosi per il riconoscimento economico di mansioni superiori, la revisione dei profili professionali, le riparametrazioni nelle categorie di spettanza e nella pianta organica.
5. Rilievare il demansionamento del personale di categoria D non titolare di P.O.
6. Rivendicare l’immediata ricognizione delle competenze esercitate e delle responsabilità attribuite per l’identificazione degli specifici profili professionali delle categorie C e D .
7. Incardinare sul riconoscimento, potenziamento e organizzazione delle reali e diffuse valenze professionali la verifica dell’efficienza delle macrostrutture e degli atti datoriali in organizzazione, attribuzione di incarichi e deleghe di funzioni.
8. Rapportarsi in tutti i modi possibili agli utenti e cittadini nel rilievo dei possibili danni connessi a questa generalizzata disorganizzazione, inefficienza e spreco di risorse umane e finanziarie.
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Antigene e RdB hanno avviato un percorso comune per una radicale revisione dell’attuale assetto delle professionalità e per l’attuazione delle norme sulla trasparenza. Il documento redatto da Antigene e presentato all’Assemblea dei dipendenti di categoria D svoltasi a Roma l’11 giugno, comincia ad individuare le concrete iniziative sulle quali promuovere il confronto con tutti gli interessati.




Commenti
"DECRETO 3 settembre 2009
Modalita' di riparto ed erogazione, per l'anno 2009, del contributo
previsto dall'articolo 2, comma 11, della legge 24 dicembre 2007, n.
244, a favore dei comuni per l'attuazione della direttiva 2004/38/CE
del Parlamento europeo e del Consiglio. (09A10931)
IL MINISTRO DELL'INTERNO
Visto l'art. 2, comma 11, della legge 24 dicembre 2007, n. 244
(legge finanziaria 2008), il quale prevede che «Per ciascuno degli
anni 2008 e 2009, a valere sul fondo ordinario di cui all'art. 34,
comma 1, lettera a), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.
504, e' disposto un intervento fino a un importo di 10 milioni di
euro per la concessione di un contributo a favore dei comuni per
l'attuazione della direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini
dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare
liberamente nel territorio degli Stati membri, di cui al decreto
legislativo 6 febbraio 2007, n. 30»;
Visto il proprio decreto in data 28 aprile 2008, con il quale sono
stati indicati i criteri di erogazione del contributo per gli anni
2008 e 2009;
Considerato che per alcuni comuni non e' stato possibile
riconoscere il contributo, nonostante ne ricorressero i presupposti;
Vista la legge 15 luglio 2009, n. 94, recante «Disposizioni in
materia di sicurezza pubblica»;
Ritenuto di dover modificare i criteri di riparto del contributo
per l'anno 2009, stabiliti con il citato decreto del 28 aprile 2008;
Decreta:
Art. 1.
Finalita' del provvedimento
1. Il presente provvedimento disciplina le modalita' di riparto ed
erogazione, per l'anno 2009, del contributo previsto dall'art. 2,
comma 11, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, a favore dei comuni,
per l'attuazione della direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e
del Consiglio.
Art. 2.
Modalita' di ripartizione
1. Il contributo di cui all'art. 1 del presente decreto e'
ripartito secondo il seguente criterio:
a) una quota del 60% del contributo e' erogata in proporzione
all'incremento del numero di cittadini dell'Unione europea residenti
in ciascun comune, calcolato sulla base dei dati ISTAT al 31 dicembre
2007 e al 31 dicembre 2008;
b) la rimanente quota e' destinata allo svolgimento di corsi di
aggiornamento del personale addetto ai servizi anagrafici da
effettuarsi, anche attraverso apposite convenzioni, a cura della
Direzione centrale per i servizi demografici del Dipartimento per gli
affari interni e territoriali.
Il presente decreto sara' trasmesso ai competenti organi di
controllo e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Roma, 3 settembre 2009 Il Ministro : Maroni".
Cercheròdi sintetizzare le mie idee in proposito e di inviarmi un mio contributo. Sollecito gli altri a fare altrettanto.
Saluti a tutti
Luisa