Antigene comincia dal Comune di Roma a verificare la legittimità e l'efficienza degli atti dirigenziali in organizzazione |
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| Lunedì 23 Marzo 2009 09:54 |
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E' possibile scaricare il documento cliccando qui Oggetto: Quesiti sugli atti dirigenziali di attribuzione di incarichi e di deleghe di responsabilità dirigenziali nell’ambito del Municipio XII Al Sindaco del Comune di Roma Gianni Alemanno Ai Revisori dei Conti All'Uffico di Controllo Interno Nell’ambito delle sue finalità statutarie e del ruolo sussidiario tipico delle APS, la scrivente Associazione intende concorrere all’ottimale utilizzo delle risorse pubbliche finalizzato al risultato di servizi efficienti ed economici per la cittadinanza. Sempre nella pratica dei suoi dei fini statutari, Antigene promuove tutte le iniziative idonee a tutelare gli interessi legittimi, professionali ed economici dei propri associati correlandoli ai più diffusi interessi generali delle pubbliche amministrazione e dei cittadini amministrati. Con questi fini e riferimenti , la percezione degli alti costi e degli scarsi risultati della P. A. diffusa nell’opinione pubblica e più volte enunciata dalla società civile, dalla rappresentanze politiche, economiche e sindacali, ci segnalano la necessità di entrare nel dettaglio della materia per concorrere ad individuare eventuali diseconomie in disorganizzazione di gestione .Cominciamo, pertanto, col sottoporre alla V/S attenzione una prima analisi degli atti pubblici in organizzazione di un Municipio, il XII, e dei criteri ivi adottati per l’attribuzione e le deleghe delle funzioni dirigenziali, delle responsabilità e delle competenze nei diversi livelli della struttura e della loro conformità alle leggi, alle norme contrattuali e regolamentari vigenti. L’analisi della struttura organizzativa lascia emergere un possibile disallineamento dalle norme legislative, contrattuali e regolamentari di riferimento. Non si tratterebbe di scostamenti formali che consentano , nell’ articolazione delle responsabilità, delle competenze , delle funzioni e delle attività attribuite, controllate e retribuite , modalità di gestione sostanzialmente efficienti. L’attenta lettura delle direttive dirigenziali ed il loro intreccio in organizzazione ed attribuzioni di incarichi e responsabilità nell’ambito del Municipio, sollevano invece, a nostro parere , alcuni dubbi di legittimità e di conformità agli obblighi istituzionali di efficienza, trasparenza, imparzialità, controllabilità e compensabilità nonché di coerenza interna con i principi di buona organizzazione e di contenimento dei costi. Quello che sembra profilarsi, dall’esame degli atti in oggetto è fondamentalmente: 1) lo snaturamento dell’istituto contrattuale delle P.O. in un Comune, come quello di Roma , dotato di dirigenza preposta alla direzione delle U.O in gestione coordinamento, organizzazione e controllo delle Unità Amministrative. Poiché non sembra poter esservi dubbi interpretativi che le P.O. in tali Comuni , sulla base delle norme giuridiche e regolamentari , siano: a. figure professionali saldamente ancorate al raggiungimento di obiettivi annuali collegati alla programmazione strategica, definiti in modo chiaro , valutabili quanto a livello quantitativo /qualitativo delle prestazioni professionali e di responsabilità connesse, riconducibile al “peso” sulle differenziate tipologie, alla definizione delle fasi di sviluppo delle attività programmate, a indicatori analitici e trasparenti di valutazione del raggiungimento dei risultati ; b. riferite a modelli organizzativi flessibili e diversificati, in coordinamento del personale volta a volta da individuare e assegnare sulla base degli obiettivi, tra diverse unità organizzative anche in collegamento, coordinamento , partneriato, sponsorizzazione, con tutti i soggetti interni- esterni cointeressati ad un diverso e più efficiente /efficace approccio operativo e all’indirizzo programmatico . c. specializzate, via via, e testate con modalità organizzative , gestionali e selettive tali da individuare all’interno della generale ed equivalente declaratoria professionale della categoria D, apporti e percorsi in acquisizione di professionalità specialistiche, tese anche a definire profili professionali innovativi e/o di alte professionalità sempre più coerenti con lo sforzo di rinnovamento ed efficientizzazione delle pubbliche amministrazioni. 2) Avulse da questa connaturazione contrattuale e regolamentare, le P.O. sembrano invece, nel contesto organizzativo preso in esame, istituite e gestite : a. come statici ruoli di “vicedirigenza”, che non trova alcun riferimento normativo nel CCNL di comparto; b. in una logica di “sovraordinazione” di ruolo nell’ambito della categoria D che contrattualmente prevede invece funzioni “equivalenti”; c. in coordinamento e gestione sovraordinata di “aree” di P.O., anch’esse non rintracciabili in nessuna disposizione regolamentare del Comune di Roma. 3) Sembra profilarsi ,tra l’altro, in una tale declinazione delle responsabilità dei dipendenti di categoria D, la possibilità : a. di un danno in demansionamento dei dipendenti di tale categoria non incaricati di P.O. Le attribuzioni di particolare responsabilità organizzativa di ufficio o servizio ad essi affidate sulla base dell’art. 54 CCDI, sembrano, infatti invalidate dalla stessa norma contrattuale che le prevede solo al di fuori dell’ambito organizzativo affidato alla responsabilità di P.O. e dalla sua generalizzata responsabilità su tutti i procedimenti afferenti l’”area”. b. della duplicazione delle attribuzioni di particolari responsabilità affidate a due soggetti diversi ma indistricabili, quanto a funzioni se non nell’articolazione gerarchica che assorbe , di fatto, nelle responsabilità “sovraordinate “ affidate alle P.O., quelle, di “minor peso” dei “ responsabili di servizio “. Con ciò rilevandosi il possibile danno patrimoniale in mancata valorizzazione delle risorse umane e in danno erariale per la possibile, illecita liquidazione di compensi non riconducibili ad attività erogabili. 4) Sembrano, d’altra parte, in relazione alle modalità di generalizzata , continuativa e non motivata delega delle funzioni dirigenziali alle P. O. , difettare i legittimi criteri di modalità di attribuzione di tali deleghe e la trasparente e legittima modalità di compenso delle responsabilità e delle funzioni dirigenziali residue. Riteniamo che le questioni qui poste, trovino una puntuale e articolata formulazione nei quesiti allegati. Nel rimetterli alla V/S valutazione e controllo , ci auguriamo di poter concorrere , nell’interesse dei tanti soggetti coinvolti, alle mature, documentate e partecipate pratiche di buona amministrazione. In attesa dei pareri, porgiamo i nostri più cordiali saluti. Il Presidente
Lidia Mazzola |















Commenti
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