L’ANCI comincia a prendere atto dei problemi dei servizi demografici |
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| Lunedì 15 Marzo 2010 19:48 |
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Il Presidente dell’Associazione, Lidia Mazzola, ha infatti avuto un incontro di chiarificazione preliminare con la Dott.ssa Annalisa D’amato, Responsabile dell’Ufficio Politiche per il personale e relazioni Sindacali dell’ANCI Nazionale.La Dott.ssa Mazzola ha illustrato la difficile situazione nella quale, da troppo tempo, sono chiamati ad operare gli ufficiali d’anagrafe e di stato civile. Ha evidenziato che, nell’ambito dei suoi scopi statutari relativi all’ottimizzazione dei servizi degli Enti Locali, l’Associazione Antigene ha rilevato alcune gravi opacità nella gestione dei servizi demografici in riferimento a: 1. mancata ricognizione, da parte dei comuni, della professionalità di elevato spessore acquisita ed erogata dagli ufficiali d’anagrafe e di stato civile delegati con attribuzione di funzioni sempre più vaste ed impegnative; 2. illecita sperequazione nell’attribuzione delle categorie contrattuali, che a parità di funzioni delegate sulla base dei Regolamenti d’anagrafe e di stato civile, vedono questi dipendenti inquadrati a secondo dei comuni di appartenenza, nelle categorie B, C e D; 3. sperequato trattamento nel salario accessorio da ricondursi ad unica responsabilità: quella sul procedimento ex L. 241/90 che, nel caso di questi dipendenti, riguarda la responsabilità anche sull’atto finale, con derivate e dirette responsabilità amministrative, civili e penali e che malgrado ciò, è compensata con la decima parte del compenso massimo previsto per la stessa specifica responsabilità al personale inquadrato in categoria D. 4. generalizzata e consolidata illegittimità da parte dei Comuni nella gestione delle deleghe alla dirigenza, in disapplicazione sostanziale delle normative dettate dall’art. 107, comma 5 Tuel e dai D.P.R di riferimento sulle funzioni degli ufficiali di governo. La Dott.ssa Mazzola ha osservato che, nonostante tale materia fosse stata fatta oggetto di specifica clausola, nel CCNL/2004 - Comparto Enti Locali, né l’Aran, né i Sindacati, né i Comuni si sono attivati per sanare tale sperequato e ingiusto trattamento. La conseguenza è la sempre maggiore difficoltà ad operare da parte del personale addetto e i gravi disservizi all’utenza prodotti dalla confusa gestione di tutte le deleghe . Ha altresì rilevato che, a fronte di questa protratta inerzia, l’Associazione Antigene, facendosi interprete del disagio operativo e dello scontento professionale di centinaia di ufficiali d’anagrafe e di stato civile, ha organizzato e sta organizzando numerosi tentativi obbligatori di conciliazione in richiesta del riconoscimento economico della mansioni superiori (relative alla categoria D) . Che tale, generalizzato contenzioso, sta quindi assumendo un rilievo di carattere nazionale e che già alcuni Comuni stanno cercando di orientarsi per venire incontro a quelle che giudicano, legittime pretese. La Dott.ssa D’amato ha riconosciuto valido il richiamo alla citata clausola relativa alla attivazione del confronto ARAN - Sindacati e comunque degna di attenzione tutta la materia rappresentata da Antigene. Ha ammesso che i tanti contenziosi in atto con i Comuni impegnano anche l'ANCI ad analizzare più in dettaglio il merito ed ha richiesto la documentazione di riferimento. Si è inoltre impegnata, in attesa della prossima riorganizzazione del Comitato di Settore preposto, a proporre un tavolo tecnico di approfondimento da condividere, insieme ad Antigene, con il Direttore del Settore Demografico del Ministero dell’Interno, Dott.ssa Menghini e con il Direttore del Servizio Programmazione, Assunzioni e Reclutamento del Ministero della Funzione Pubblica, Dott.ssa Barilà, sentita anche l’ANUSCA. Vedremo gli sviluppi. Intanto Antigene sollecita gli ufficiali d’anagrafe e di stato civile a continuare ad attivarsi per il maggior numero possibile di tentativi obbligatori di conciliazione che si stanno rivelando di grande efficacia anche per il livello di attenzione che stanno suscitando, per la prima volta, presso le diverse sedi istituzionali di carattere nazionale. |












Nell’ambito dei contatti attivati da Antigene con gli interlocutori istituzionali di rilievo nazionale, finalizzati a far emergere le problematiche irrisolte relative all’assetto funzionale e organizzativo dei servizi demografici delegati ai comuni, si è potuto interloquire per la prima volta con l’ANCI.




Commenti
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Solo che nessun comune finora ha operato spontaneamente per la vostra mobilità verticale, nessuno ha riconosciuto la vostra figura professionale, nessuno l'ha inquadrata nella categoria superiore anche se le leggi ancora lo permetterebbero .
NOVITA' PER GLI ANAGRAFICI????!!!!
DATECELE VOI.
NOI, e solo noi, STIAMO MANDANDO AVANTI IL CONTENZIOSO E RAPPRESENTANDO IN TUTTE LE SEDI POSSIBILI QUESTI PROBLEMI.
TU COSA STAI FACENDO?
ASPETTI..."LE NOVITA'"?????
METTETI COMODO, PER CARITA'.
Durante l'incontro di oggi tutti i sindacati hanno espresso la loro contrarietà all'accorpamento in un unico comparto dei dipendenti delle Regioni e del Servizio Sanitario Nazionale. Tale accorpamento, voluto dalle Regioni stesse, prevede una forte discontinuità con l'attuale assetto contrattuale che prevede invece comparti separati per il servizio sanitario nazionale e per i dipendenti delle Regioni e delle Autonomie Locali. In sintesi, l'atto di indirizzo del Ministro Renato Brunetta, concordato con le Regioni e gli Enti locali, prevede:
quattro Comparti;
quattro separate Aree della dirigenza;
la distinzione tra dipendenti di amministrazioni statali e centrali, ivi compresi gli enti pubblici non economici dal personale dipendente da autonomie locali e regioni;
un comparto e un'area di contrattazione collettiva comprendente i dipendenti degli enti locali, delle camere di commercio ed i segretari comunali e provinciali;
un comparto ed un'area di contrattazione collettiva relativamente al personale delle Regioni, relativi enti dipendenti e amministrazioni del SSN;
l'osservanza delle peculiarità sotto il profilo ordinamentale del personale della Scuola nonché la rilevanza del medesimo in termini numerici (circa 1.200.000 unità) rispetto al restante personale delle amministrazioni .
Il Ministro Renato Brunetta confida in una rapida conclusione di questa trattativa, in modo da poter aprire il successivo confronto per il nuovo contratto con le regole aggiornate."
fonte http://www.anusca.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2356
NOVITA' PER NOI DEMOGRAFICI???
Per gli enti locali in ragione della loro autonomia costituzionalme nte garantita, l’applicazione delle norme del D.lgs. 150/2009 non può essere diretta ed immediata, ovvero subordinata ad un successivo adeguamento al contesto locale, adeguamento che dovrà avvenire di norma entro il 31 dicembre 2010. Nelle more dell’adeguament o si applicano le disposizioni vigenti; decorso il termine fissato si applicano le previsioni del decreto fino all’emanazione della disciplina regionale e locale.
Nello specifico, anche alla luce di un recente pronunciamento della Corte dei Conti Sezione Regionale Lombardia, (Allegato), riteniamo utile concentrare l’attenzione sull’istituto delle progressioni verticali, tenendo conto anche dei contenuti e degli orientamenti espressi dall’ANCI con le linee guida concernenti l’applicazione della riforma negli enti locali.
L’art. 24 del decreto 150/09 dispone che “ai sensi dell’articolo 52, comma 1-bis, del decreto legislativo n. 165 del 2001, come introdotto dall’articolo 62 del decreto 150, le amministrazioni pubbliche, a decorrere dal 1° gennaio 2010, coprono i posti disponibili nella dotazione organica attraverso concorsi pubblici, con riserva non superiore al 50% a favore del personale interno, nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di assunzioni.
L’attribuzione dei posti riservati al personale interno è finalizzata a riconoscere e valorizzare le competenze professionali sviluppate dai dipendenti, in relazione alle specifiche esigenze delle amministrazioni ”.
Inoltre l’art. 62 del decreto (che modifica il comma 1 dell’art. 52 del decreto 165/2001), dispone che “le progressioni fra le aree avvengono tramite concorso pubblico, ferma restando la possibilità per l’amministrazio ne di destinare al personale interno, in possesso dei titoli di studio richiesti per l’accesso dall’esterno, una riserva di posti comunque non superiore al 50% di quelli messi a concorso”.
L’art. 31, comma 1 e 4 prevede che le Regioni e gli enti locali devono adeguare i propri ordinamenti ai principi del decreto entro il 31 dicembre 2010.
Per questo specifico istituto, l’ANCI aveva sottolineato la possibilità da parte degli enti
di portare a compimento i piani occupazionali già vigenti e deliberati alla data di entrata in vigore del decreto, realizzando quindi anche le eventuali progressioni verticali già programmate, purché siano state già autorizzate in sede di programmazione triennale ed annuale del fabbisogno del personale.
Inoltre l’ANCI ricordava che la norma dell’art. 91, terzo comma del D.lgs. 267/2000, (Testo Unico degli enti locali) che dispone che “gli enti locali possono prevedere concorsi interamente riservati al personale dipendente, solo in relazione a particolari profili o figure professionali caratterizzate da una professionalità acquisita esclusivamente all’interno dell’ente” non è stata abrogata né derogata espressamente dal decreto 150/09.
Una recente deliberazione della Corte dei Conti - Sezione Regionale Lombardia - n. 375/2010 che si allega, conferma l’orientamento espresso dall’ANCI, ed evidenzia che nelle more dell’adeguament o per le procedure di assunzione in corso, si applica la disciplina vigente (quindi le progressioni verticali).
Oltre a ciò, anche la Corte dei Conti sottolinea che l’art. 91, terzo comma del D.lgs. 267/2000 sopra precisato, considerato che in questa materia opera la clausola di salvaguardia di cui all’art. 1, comma 4 del D.lgs. 267/2000 che stabilisce che le leggi delle Repubblica non possono introdurre deroghe al testo unico degli enti locali se non mediante espressa modificazione delle sue disposizioni, sottolineando che le procedure indicate dall’art. art. 91, comma 3 del decreto 267 assumono un carattere assolutamente residuale e limitato a specifiche professionalità .
Giova ricordare che alle interpretazioni sopra delineate si affiancano quelle diametralmente opposte di alcuni commentatori.
Riteniamo la recente deliberazione unitamente alle linee dell’ANCI un sostegno importante per contrastare eventuali posizioni all’interno degli enti dirette a bloccare possibili progressioni verticali in corso, giustificate dall’applicazio ne diretta delle previsioni del decreto 15/2009.
fonte http://www.fps.cisl.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1241%3Acontrattazione-decentrata-anche-al-corte-dei-conti-della-lombardia-conferma-le-nostre-posizioni&catid=8%3Acisl-fp-in-tempo-reale&lang=it
Il progetto tende a rafforzare la capacità delle Amministrazioni nell’uso delle nuove tecnologie, a fronte della una ricerca di una maggiore efficienza/efficacia e di un aumento degli effetti positivi di costi/benefici nell’attività giornaliera degli Enti Locali in un contesto Europeo. L’obiettivo principale riguarda la creazione di un sistema di trasmissione sperimentale degli Atti di Stato Civile coinvolgendo un certo numero di Uffici tra le Amministrazioni Locali Europee.
Niente da ridire, Gullini : tecnologie all'avanguardia e cooperazione europea. Si, ma con rapporti borbonici nella gestione del personale demografico e criteri da basso impero nella gestione dei fondi pubblici sulla materia. A quando qualche parola su questi punti?