|
Nell’ambito dei contatti attivati da Antigene con gli interlocutori istituzionali di rilievo nazionale, finalizzati a far emergere le problematiche irrisolte relative all’assetto funzionale e organizzativo dei servizi demografici delegati ai comuni, si è potuto interloquire per la prima volta con l’ANCI.
Il Presidente dell’Associazione, Lidia Mazzola, ha infatti avuto un incontro di chiarificazione preliminare con la Dott.ssa Annalisa D’amato, Responsabile dell’Ufficio Politiche per il personale e relazioni Sindacali dell’ANCI Nazionale.La Dott.ssa Mazzola ha illustrato la difficile situazione nella quale, da troppo tempo, sono chiamati ad operare gli ufficiali d’anagrafe e di stato civile. Ha evidenziato che, nell’ambito dei suoi scopi statutari relativi all’ottimizzazione dei servizi degli Enti Locali, l’Associazione Antigene ha rilevato alcune gravi opacità nella gestione dei servizi demografici in riferimento a:
1. mancata ricognizione, da parte dei comuni, della professionalità di elevato spessore acquisita ed erogata dagli ufficiali d’anagrafe e di stato civile delegati con attribuzione di funzioni sempre più vaste ed impegnative;
2. illecita  sperequazione nell’attribuzione delle categorie contrattuali, che a parità di funzioni delegate sulla base dei Regolamenti d’anagrafe e di stato civile, vedono questi dipendenti inquadrati a secondo dei comuni di appartenenza, nelle categorie B, C e D;
3. sperequato trattamento nel salario accessorio da ricondursi ad unica responsabilità : quella sul procedimento ex L. 241/90 che, nel caso di questi dipendenti, riguarda la responsabilità anche sull’atto finale, con derivate e dirette responsabilità amministrative, civili e penali e che malgrado ciò, è compensata con la decima parte del compenso massimo previsto per la stessa specifica responsabilità al personale inquadrato in categoria D.
4. generalizzata e consolidata illegittimità da parte dei Comuni nella gestione delle deleghe alla dirigenza, in disapplicazione sostanziale delle normative dettate dall’art. 107, comma 5 Tuel e dai D.P.R di riferimento sulle funzioni degli ufficiali di governo.
La Dott.ssa Mazzola ha osservato che, nonostante tale materia fosse stata fatta oggetto di specifica clausola, nel CCNL/2004 - Comparto Enti Locali, né l’Aran, né i Sindacati, né i Comuni si sono attivati per sanare tale sperequato  e ingiusto trattamento. La conseguenza è la sempre maggiore  difficoltà ad operare da parte del personale addetto e i gravi disservizi all’utenza prodotti dalla confusa gestione di tutte le deleghe  .
Ha altresì rilevato che, a fronte di questa protratta inerzia, l’Associazione Antigene, facendosi interprete del disagio operativo e dello scontento professionale di centinaia di ufficiali d’anagrafe e di stato civile, ha organizzato e sta organizzando numerosi tentativi obbligatori di conciliazione in richiesta del riconoscimento economico della mansioni superiori (relative alla categoria D) . Che tale, generalizzato contenzioso, sta quindi assumendo un rilievo di carattere nazionale e che già alcuni Comuni stanno cercando di orientarsi per venire incontro a quelle che giudicano, legittime pretese.
La Dott.ssa D’amato ha  riconosciuto  valido il richiamo alla citata clausola relativa alla attivazione del confronto ARAN - Sindacati e comunque degna di attenzione tutta la materia rappresentata da Antigene. Ha ammesso che i tanti contenziosi in atto con i Comuni  impegnano anche l'ANCI  ad analizzare più in dettaglio il merito ed ha richiesto la documentazione di riferimento.Â
Si è inoltre impegnata, in attesa della prossima riorganizzazione del Comitato di Settore preposto, a proporre un tavolo tecnico di approfondimento da condividere, insieme ad Antigene, con il Direttore del Settore Demografico del Ministero dell’Interno, Dott.ssa Menghini e con il Direttore del Servizio Programmazione, Assunzioni e Reclutamento del Ministero della Funzione Pubblica, Dott.ssa Barilà , sentita anche l’ANUSCA.
Vedremo gli sviluppi.
Intanto Antigene sollecita gli ufficiali d’anagrafe e di stato civile a continuare ad  attivarsi per il maggior numero possibile  di tentativi obbligatori di conciliazione che si stanno rivelando di grande efficacia anche per il livello di attenzione che stanno suscitando, per la prima volta, presso le diverse sedi istituzionali di carattere nazionale.
|